Attentati sindaci: 16, 7% casi in Sicilia, 10, 8% in Sardegna

(AGI) - Cagliari, 3 mar. - Si concentra nel Mezzogiorno ilfenomeno degli attentati agli amministratori locali, che ha inSicilia, con il 16,7% dei casi accertati, l'incidenza piu'elevata, nel periodo dal 1 gennaio 2013 al 30 aprile 2014. InSardegna si e' registrato il 10,8% degli episodi censiti.L'isola e' preceduta da Calabria (12,3%) e Puglia (12,9%) eseguita dalla Campania (8,2%), secondo dati contenuti nellarelazione conclusiva della Commissione parlamentare d'inchiestasul fenomeno degli atti intimidatori agli amministratorilocali, presieduta da Doris Lo Moro (Pd), che durante la suaattivita' ha compiuto sopralluoghi e tenuto audizioni in

(AGI) - Cagliari, 3 mar. - Si concentra nel Mezzogiorno ilfenomeno degli attentati agli amministratori locali, che ha inSicilia, con il 16,7% dei casi accertati, l'incidenza piu'elevata, nel periodo dal 1 gennaio 2013 al 30 aprile 2014. InSardegna si e' registrato il 10,8% degli episodi censiti.L'isola e' preceduta da Calabria (12,3%) e Puglia (12,9%) eseguita dalla Campania (8,2%), secondo dati contenuti nellarelazione conclusiva della Commissione parlamentare d'inchiestasul fenomeno degli atti intimidatori agli amministratorilocali, presieduta da Doris Lo Moro (Pd), che durante la suaattivita' ha compiuto sopralluoghi e tenuto audizioni inSardegna, Puglia, Calabria e Campania. Nell'isola, secondo laDirezione nazionale antimafia, il fenomeno "e' il segno di unagenerica diffusa attitudine violenta che sfocia moltofrequentemente in omicidi ed episodi di violenza".Nell'analizzare per la prima volta la situazione in Sardegna,con particolare riferimento agli attentati dinamitardi aidanni degli amministratori locali, la relazione 2005-2006 dellaDna, citata nella relazione della Commissione, rileva chequesti "trovano alimento nei furti di esplosivi nellenumerosissime cave e nella difficolta' di un controllodell'esplosivo effettivamente usato". "Nella maggioranza deicasi - si legge - i fatti sono riconducibili o a contrasti difamiglia o di vicinato o a concorrenza tra piccole imprese o aforme violente di ribellione contro singoli provvedimentiamministrativi ritenuti ingiusti o comunque a forme dipressione verso autorita' o istituzioni pubbliche". Nellarelazione 2009-2010 la Dna contempla la possibilita' che inSardegna il fenomeno sia stato "nel tempo sempre sottovalutato,con evidenti ricadute sull'approccio investigativo che risentedell'atteggiamento non allarmistico nei confronti di tali gravidelitti idonei a causare lesioni e morte e che presentanocaratteristiche di elevata pericolosita'". (AGI)Rob/Sol