Yara: investigatore spiega in aula come si arrivo' a dna Bossetti

(AGI) - Bergamo, 2 ott. - E' ripreso stamattina il processo aMassimo Bossetti per l'omicidio di Yara Gambirsio. Come nellascorsa udienza, vengono ascoltati gli investigatori: stavoltae' il turno di Gianpaolo Bonafini, oggi capo di gabinetto dellaquestura di Venezia e all'epoca dei fatti capo della Squadramobile di Bergamo. Bonafini ha ricordato l'inizio delleindagini subito dopo il ritrovamento del corpo nel campo diChignolo e ha soprattutto ricostruito come si e' arrivati aBossetti. Le indagini partirono da 800 dipendenti delle 14aziende nei pressi del campo, nella convinzione che chi avevascelto quel terreno per

(AGI) - Bergamo, 2 ott. - E' ripreso stamattina il processo aMassimo Bossetti per l'omicidio di Yara Gambirsio. Come nellascorsa udienza, vengono ascoltati gli investigatori: stavoltae' il turno di Gianpaolo Bonafini, oggi capo di gabinetto dellaquestura di Venezia e all'epoca dei fatti capo della Squadramobile di Bergamo. Bonafini ha ricordato l'inizio delleindagini subito dopo il ritrovamento del corpo nel campo diChignolo e ha soprattutto ricostruito come si e' arrivati aBossetti. Le indagini partirono da 800 dipendenti delle 14aziende nei pressi del campo, nella convinzione che chi avevascelto quel terreno per abbandonare il cadavere conoscesse lazona, non facilissima da raggiungere. Poi si passo' alla vicinadiscoteca Sabbie Mobili, di cui furono analizzati i 31 milaclienti tesserati arrivando a una rosa di 476 che furonosentiti come testimoni e ai quali fu prelevato il Dna. Il 21ottobre del 2011 la Polizia scientifica comunico' che uno deiDna aveva un "aplotipo Y uguale a quello trovato sugli slip" diYara. Si trattava di Damiano Guerinoni, che pero' nei giornidell'omicidio era all'estero. Da lui si risali' a un suolontano parente, Giuseppe Guerinoni, risultato infine esserepadre naturale di Massimo Bossetti. (AGI) Bg1/Car