Immigrati: card. Bagnasco, abbracciare chi arriva disperato

(AGI) - Genova, 24 giu. - I cittadini sappiano "fare retivirtuose, sappiano darsi tutti la mano, stringersi gli uni aglialtri non per ripiegarsi ed escludere - sarebbe il principiodella fine! - ma per allargare e allargarsi, per abbracciarechi qui e' nato e vive, e chi qui arriva disperato ed onesto".Cosi' il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei earcivescovo di Genova, nell'omelia pronunciata oggi pomeriggioa conclusione della processione con l'arca di San GiovanniBattista contenente le ceneri del Santo, patrono della citta'.Il porporato ha esortato i fedeli a pregare affinche' "anchenella perdurante

(AGI) - Genova, 24 giu. - I cittadini sappiano "fare retivirtuose, sappiano darsi tutti la mano, stringersi gli uni aglialtri non per ripiegarsi ed escludere - sarebbe il principiodella fine! - ma per allargare e allargarsi, per abbracciarechi qui e' nato e vive, e chi qui arriva disperato ed onesto".Cosi' il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei earcivescovo di Genova, nell'omelia pronunciata oggi pomeriggioa conclusione della processione con l'arca di San GiovanniBattista contenente le ceneri del Santo, patrono della citta'.Il porporato ha esortato i fedeli a pregare affinche' "anchenella perdurante e grave congiuntura economica e lavorativa,Genova non abbia ad essere schiacciata tra i monti e il mare mapossa sviluppare capacita' antiche ed opportunita' nuove.Perche' i cittadini - ha aggiunto - sappiano darsi la mano gliuni gli altri, senza protagonismi mortificanti e inutili".(AGI)Ge2/Cav

Se avete correzioni, suggerimenti o commenti scrivete a dir@agi.it