"Beau ucciso da un senzatetto"

Fermato Massimo Galioto, 40 anni: è accusato di aver colpito il giovane americano e di averlo gettato nel Tevere

"Beau ucciso da un senzatetto"
 beau solomon studente usa ucciso Roma John Cabot University (fb)

Roma -  Svolta nelle indagini per la morte di Beau Solomon, lo studente americano di 19 anni scomparso la notte di giovedi' scorso a Roma e trovato morto lunedì mattina nel Tevere. è stato fermato questa notte dagli agenti della Squadra Mobile e del Commissariato Trevi-Campo-Marzio, Massimo Galioto, romano senza fissa dimora di 40 anni. L'uomo è stato fermato come indiziato di delitto e a suo carico ci sono gravi sospetti di omicidio aggravato da futili motivi. Il fermo sarà sottoposto alla convalida del Gip. Ancora aperte tutte le piste: lo studente la notte di giovedì si sarebbe trovato sulla banchina del fiume, all'altezza di Ponte Garibaldi, insieme con altre persone, nel momento in cui è stato spinto in acqua, hanno riferito fonti investigative. L'americano non sarebbe quindi stato buttato giù dal ponte, come era stato precedentemente riferito. Il movente non è ancora conosciuto. Tra le varie ipotesi ci sono quelle di una rapina e di una lite. Indicazioni decisive potrebbero arrivare dall'autopsia, che sarà eseguita tra oggi e domani. 
 

Dal 1999 cinque 'incidenti fatali' per gli studenti americani in Italia

Originario del Wisconsin, sopravvissuto da piccolo a una seria malattia, infaticabile sportivo, Solomon era arrivato in Italia pochi giorni fa. Secondo una prima ricostruzione, giovedi' sera - lasciata la stanza alla Cabot University dove alloggiava - il giovane ha raggiunto Trastevere e si è fermato con alcuni amici in un pub di via della Lungara; intorno all'una si sarebbe avventurato da solo sulla banchina del fiume incrociando all'altezza di Ponte Garibaldi un gruppo di persone, frequentatori di quel tratto di sponda. Per motivi da accertare - forse appunto un tentativo di rapina - sarebbe scoppiata una lite e il 19enne statunitense sarebbe stato colpito alla testa e poi spinto in acqua. Ci sono almeno due testimoni degli ultimi momenti di vita dello studente americano, due passanti che la notte tra il 30 giugno e il primo luglio hanno detto di aver visto una persona spingerne in acqua un'altra all'altezza di Ponte Garibaldi. Per quanto riguarda invece il presunto utilizzo di una carta di credito dello studente a Milano, dopo la sua scomparsa, gli inquirenti la ritengono "possibile". (AGI)