Ambiente: Regione E. Romagna, materie prime edilizia non infinite

(AGI) - Bologna, 10 dic. - Le materie prime che vengono usatein edilizia (ghiaia, sabbia ed argilla) non sono una risorsainfinita. Per questo l'utilizzo degli inerti da costruzionenecessita di una pianificazione attenta e scrupolosa neiconfronti dell'ambiente ma soprattutto occorre utilizzare alposto dei materiale naturali, i cosiddetti 'aggregatisecondari' ovvero dei materiale di scarto delle attivita' umanecome, ad esempio, le macerie derivate dalla demolizione divecchi edifici. Queste ed altre buone pratiche, sistematizzatea livello europeo, sono state studiate e divulgate con ilprogetto europeo "Snap-See"sulla pianificazione sostenibiledegli inerti naturali e riciclati nel sud

(AGI) - Bologna, 10 dic. - Le materie prime che vengono usatein edilizia (ghiaia, sabbia ed argilla) non sono una risorsainfinita. Per questo l'utilizzo degli inerti da costruzionenecessita di una pianificazione attenta e scrupolosa neiconfronti dell'ambiente ma soprattutto occorre utilizzare alposto dei materiale naturali, i cosiddetti 'aggregatisecondari' ovvero dei materiale di scarto delle attivita' umanecome, ad esempio, le macerie derivate dalla demolizione divecchi edifici. Queste ed altre buone pratiche, sistematizzatea livello europeo, sono state studiate e divulgate con ilprogetto europeo "Snap-See"sulla pianificazione sostenibiledegli inerti naturali e riciclati nel sud est Europa"(Sustainable aggregates planning in south east Europe). Unaricerca che ha coinvolto un partenariato formato da 27istituzioni regionali di 13 Stati dell'Unione europea. Per l'Italia hanno partecipato a questo progetto la RegioneEmilia Romagna (coinvolgendo tre servizi della Direzionegenerale Ambiente, difesa del suolo e della costa), laProvincia Autonoma di Trento e, come partner osservatore, laProvincia di Parma. L'obiettivo principale dello studio, spiega la Regione, e'stato quello di fornire alle amministrazioni della zona del sudest Europa metodologie condivise per una pianificazionesostenibile degli aggregati (ovvero degli inerti naturali ericiclati), attraverso l'armonizzazione delle procedure e deglistrumenti di pianificazione fra i diversi Paesi. Le cave dalle quali queste materie vengono prelevate"potrebbero non contenerne a sufficienza per garantire losviluppo futuro. Inoltre - e' emerso dallo studio - ampliare lecave esistenti o aprirne di nuove, significa consumareulteriore suolo agrario, e, in ogni caso, creare forte impattosul paesaggio e sull'ambiente". Il progetto "Snap-See" proponedi ottimizzare e rendere piu' fruibile l'utilizzo di aggregatisecondari nel territorio, limitando cosi' l'uso di materieprime naturali. La Regione punta al recupero ambientale delle zone di excava e questo progetto europeo mette a disposizione diverseesperienze sviluppate in questo senso nel nord Europa, dovezone di ex cave sono diventate aree di forte interesseambientale, con sistemi di fruizione che le rendono fortementeattraenti per lo svago. (AGI)Bo1/Bru