Teatro: Tsa al Festival dei Due Mondi con "Dubliners"

(AGI) - L'Aquila, 25 giu. - Un periodo di grandi soddisfazioniper l'attivita' del Teatro Stabile d'Abruzzo che debutta nelFestival dei Due Mondi di Spoleto con il nuovo spettacolo diGiancarlo Sepe "Dubliners Part 2 - Ivy Day" di James Joyce. Lapresenza del Tsa, dal 26 giugno al 12 luglio, nella prestigiosacornice, con l'eccellenza dello spettacolo dal vivo nazionaleed internazionale, contribuisce a dare valore al brand"Abruzzo", una regione che produce ed esporta culturaattraverso le sue istituzioni, le sue compagnie, i suoioperatori. Lo spettacolo, in coproduzione con Marioletta Bideriper Bis Tremila, vede in

(AGI) - L'Aquila, 25 giu. - Un periodo di grandi soddisfazioniper l'attivita' del Teatro Stabile d'Abruzzo che debutta nelFestival dei Due Mondi di Spoleto con il nuovo spettacolo diGiancarlo Sepe "Dubliners Part 2 - Ivy Day" di James Joyce. Lapresenza del Tsa, dal 26 giugno al 12 luglio, nella prestigiosacornice, con l'eccellenza dello spettacolo dal vivo nazionaleed internazionale, contribuisce a dare valore al brand"Abruzzo", una regione che produce ed esporta culturaattraverso le sue istituzioni, le sue compagnie, i suoioperatori. Lo spettacolo, in coproduzione con Marioletta Bideriper Bis Tremila, vede in scena Giulia Adami, Lucia Bianchi,Paolo Camilli, Federico Citracca, Manuel D'Amario, GiorgiaFilanti, Caterina Pontrandolfo, Federica Stefanelli, GuidoTargetti e la partecipazione speciale di Pino Tufillaro. "Sonosfilati come in un corteo i personaggi di Joyce - racconta ilregista Giancarlo Sepe - rinvenuti, rianimati dai lororiferimenti 'vitali': la patria, Dio e la tradizione. Ora restauna scia lunga e indefinita che racconta come si sia evoluto ilconcetto di vita in una parte del mondo cosi' rinunciatariacome l'Irlanda. Sono passati anni e le persone sono li' cheaspettano che qualcosa o qualcuno li tragga in salvo dalla loroafasia, ci si confronta con la nuova generazione di dublinesi,i loro desideri, la loro memoria, i loro sogni, che eternamenterestano sogni, chimere di un mondo che non sembra appartenereloro. Cos'e' l'attesa, la speranza che il tempo sistemi lecose? I dublinesi si dicono: che finalmente smetta di piovere eche la modernita' finalmente ci avvolga in una spirale di veresensazioni, di cose provate e non raccontate da altri, e cheentri nel nostro sangue il senso di una esperienza che sichiama vita, coraggio e determinazione. Abbiamo lasciato idublinesi in un pub - prosegue Sepe - a cantare 'wild rover',ubriachi e dimentichi della loro povera esistenza fatta diniente e oggi, gli stessi, si giocano gli anni della giovinezzaa sfuggire da quelle stesse reti da cui si allontano' ilgiovane James Joyce, che di questo forse non si penti' mai".(AGI)Red/Ett

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