Guard rail inadeguato: condannata Societa' Autostrade

(AGI) - Chieti, 19 ott. - "La barriera esistente sul viadotto'Brusciano', in ragione del basso contenimento che lacaratterizza, non era assolutamente capace di assolvere allafunzione di contenimento del traffico veicolare". E' ilpassaggio centrale della sentenza con cui, il tribunale civiledi Chieti, ha condannato la Societa' Autostrade a risarcire concirca 900mila euro i familiari di Guerino Berghella,l'autotrasportatore 31enne di Fossacesia rimasto ucciso nelfebbraio 2010, dopo essere precipitato con il suo camion dalviadotto Brusciano, a poche centinaia di metri dal casello diOrtona (Chieti) della A14. A riportare la notizia e' il sito

(AGI) - Chieti, 19 ott. - "La barriera esistente sul viadotto'Brusciano', in ragione del basso contenimento che lacaratterizza, non era assolutamente capace di assolvere allafunzione di contenimento del traffico veicolare". E' ilpassaggio centrale della sentenza con cui, il tribunale civiledi Chieti, ha condannato la Societa' Autostrade a risarcire concirca 900mila euro i familiari di Guerino Berghella,l'autotrasportatore 31enne di Fossacesia rimasto ucciso nelfebbraio 2010, dopo essere precipitato con il suo camion dalviadotto Brusciano, a poche centinaia di metri dal casello diOrtona (Chieti) della A14. A riportare la notizia e' il sito online "VideoCitta'.it". Un volo da un'altezza di 30 metri, chenon ha lasciato scampo al giovane, probabilmente tradito da uncolpo di sonno. Una circostanza, quest'ultima, su cui avevapuntato la difesa della Societa' Autostrade, ma confutata dallaperizia tecnica disposta dal tribunale, che avrebbe dimostratocome la morte di Berghella fosse da ricondurre invece allascarsa resistenza del guard rail, che non avrebbe retto l'urtodei 17 quintali del mezzo pesante, che procedeva a unavelocita' stimata di 70 chilometri orari. Neppure l'eventualecondotta colposa del camionista (era stato sollevato il dubbioche non avesse rispettato le ore obbligatorie di riposo)avrebbe potuto esimere la Societa' dalla sua responsabilita',perche' "si tratta di un'eventualita' - si legge in un passodella sentenza del giudice Francesco Turco - che proprio ilguard rail deve prevenire". I genitori della vittima, ilfratello minore e altri familiari, assistiti dall'avvocatoDaniela Giancristofaro di Lanciano, si sono battuti per anniper dimostrare che Guerino si sarebbe potuto salvare se labarriera del viadotto fosse stata efficiente. E alla fine hannoottenuto una sentenza favorevole, una delle primissime inItalia a pronunciarsi nel merito. Guerino Berghella lavoravaper la Cts, il Consorzio Trasporti Sangro di Atessa. Al momentodell'incidente era di ritorno da Milano, dove aveva caricatoalcuni componenti per la Sevel. (AGI)Red/Ett