Droga: Gdf Pescara smantella gang senegalese, 29 arresti (2)

(AGI) - Pescara, 16 giu. - L'operazione della Finanza,denominata "Ariosto 2013", prende il nome da una delle strade,via Ariosto, a Montesilvano, dove c'era la roccaforte dellabanda (che aveva come base anche i cosiddetti palazzi gemelli),come ha spiegato in conferenza stampa il colonnello FrancescoMora, comandante provinciale delle Fiamme Gialle, affiancatodal tenente colonnello Roberto Di Mascio e dal capitano ArmandoMasucci. Le indagini hanno preso il via nel 2013, dal sequestrodi una piccola quantita' di marijuana e nonostante gli arresti,le denunce e i sequestri effettuati nel tempo la banda, cheaveva una struttura piramidale,

(AGI) - Pescara, 16 giu. - L'operazione della Finanza,denominata "Ariosto 2013", prende il nome da una delle strade,via Ariosto, a Montesilvano, dove c'era la roccaforte dellabanda (che aveva come base anche i cosiddetti palazzi gemelli),come ha spiegato in conferenza stampa il colonnello FrancescoMora, comandante provinciale delle Fiamme Gialle, affiancatodal tenente colonnello Roberto Di Mascio e dal capitano ArmandoMasucci. Le indagini hanno preso il via nel 2013, dal sequestrodi una piccola quantita' di marijuana e nonostante gli arresti,le denunce e i sequestri effettuati nel tempo la banda, cheaveva una struttura piramidale, dal vertice agli spacciatori distrada, si rigenerava in continuazione dimostrando"aggressivita' e pervicacia", continuando ad esercitare ilmalaffare. Nel tempo sono stati sequestrati quasi 39 chili dimarijuana, che rappresenta "la specialita' del gruppo", oltretre chili di eroina e circa 200 grammi di cocaina, e si ritieneche l'organizzazione movimentasse fino a 40 chili di drogheleggere a settimana, per un giro di circa un milione di euro.Il gruppo era caratterizzato da una "fortissima mobilita' degliaderenti" che trovavano appoggio anche in altre localita', maanche da una "grande capacita di saldare contatti con altrigruppi, anche di etnie diverse, come i magrebini e i macedoni,sia per l'approvvigionamento che per lo spaccio". I canali diapprovvigionamento erano diversi: le droghe pesanti arrivavanodal Senegal passando per il Belgio e i corrieri erano icosiddetti ovulatori, cioe' coloro che ingoiano ovuli, earrivavano prima a Torino e quindi a Pescara; per le drogheleggere, invece, il canale era albanese. L'organizzazione,guidata da un senegalese di 37 anni che non toccava neppure ungrammo di droga, gestiva molti spacciatori e chi venivascoperto veniva subito sostituito. Per comunicare usavano ancheschede intestate a cittadini che non avevano nulla a che farecon i traffici illeciti e facevano ricorso alla loro lingua diorigine, oltre che a un linguaggio in codice (il bastone era unchilo di marijuana). Per avere indicazioni sul da farsi, sucome muoversi per l'avvio di trattative e traffici, sirivolgevano a uno shamano, direttamente in Senegal, una sortadi saggio del villaggio, che dava consigli. A questo praticantedi arti magiche sono stati segnalati anche i nomi di alcuniinvestigatori che hanno arrestato uno degli spacciatori. Lospaccio, per la Finanza, avveniva nell'area pescarese enell'area costiera, da Silvi a Francavilla, e nel Chietino. Ildenaro veniva indirizzato per lo piu' nei paesi di origine male Fiamme gialle si occuperanno anche di un monitoraggio dalpunto di vista patrimoniale per una eventuale aggressione dibeni accumulati illecitamente. Per arrivare all' operazione dioggi sono state fondamentali anche le intercettazioni di 78utenze, per cinque mesi, per un totale di 46.812 ore diascolto. Delle 29 persone interessate alle misure cautelari nemancano da eseguire tre: sette delle persone gia' raggiuntesono state ristrette in carcere (ne manca da catturare una), 9sono ai domiciliari (le Fiamme gialle ne cercano altre due), 10dovranno sottostare all'obbligo di firma. Non e' escluso che iricercati si siano allontanati dall'Italia. Il gip che hadisposto gli arresti e' Gianluca Sarandrea, il pm che hacoordinato le indagini Gennaro Varone. (AGI)Pe1/Ett

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