Terrorismo, Mattarella "grande alleanza per sviluppo e pace"

Il presidente della Repubblica alla conferenza ministeriale Italia-Africa, "su migranti servono soluzioni lungo periodo"

Terrorismo, Mattarella "grande alleanza per sviluppo e pace"
 Il discorso del neo eletto presidente della Repubblica Sergio Mattarella (gennaio 2015)

Roma - Battere il terrorismo con una grande alleanza tra i paesi colpiti, investendo, oltre che sulla sola sicurezza, sulla "causa della pace" e dello sviluppo. A chiederlo il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un discorso alla conferenza ministeriale Italia-Africa. "La sicurezza della vita propria e delle proprie comunita' e' messa a dura prova dalla minaccia incombente, insidiosa e trasversale, del fondamentalismo terrorista. Forze violente, minoritarie, prendono in ostaggio intere popolazioni", ha spiegato il Capo dello Stato, "La drammatica lettura dell'elenco delle citta' colpite dalla barbarie - nel quale compaiono Bamako e Bruxelles, Maiduguri e Parigi, Tunisi e Tolosa, Garissa e Ankara - non puo' che ricordarci come il terrore non conosca confini e come si nutra di divisione, paura e instabilita', all'ombra delle quali potersi diffondere".

Migranti, "primo dovere salvare vite. Servono soluzioni lungo periodo"

L'impegno dei Paesi piu' esposti al pericolo fondamentalista, insieme all'Unione Africana e alle organizzazioni regionali, ha dato vita a un'intensificazione della collaborazione contro il terrorismo", ha proseguito Mattarella, "Cosi' come il terrorismo non conosce confini, altrettanto deve saper essere convinta ed efficace la cooperazione fra i Paesi e le forze che si battono per il rispetto della dignita' delle persone e per la loro liberta'. Confido che anche attraverso il fattivo contributo dell'Italia - determinata nel sostenere il rafforzamento delle capacita' africane nel settore della sicurezza, per mezzo di iniziative bilaterali e multilaterali - possano essere esplorate nuove forme di collaborazione tra Africa, Europa e Nazioni Unite". In altre parole, "il rafforzamento dei controlli e le azioni repressive che, in modo coordinato, le forze di sicurezza di ciascun Paese possono mettere in campo sono una parte, importante, della soluzione, ma non costituiscono, da soli, l'antidoto alla violenza fondamentalista". Semmai "occorre combattere la sub-cultura alla base del fondamentalismo, lavorando sulle sue cause profonde, sulle tensioni conomiche e sociali, sullo scarso accesso alla formazione da parte dei giovani, sull'esclusione sociale della quale, ancora troppo spesso, le donne continuano ad essere vittime". "La coesione sociale e la certezza di un futuro, nel quale sia possibile condurre una vita dignitosa, sono il piu' efficace avversario del fondamentalismo terrorista, e questo convincimento deve guidare la nostra azione", ha concluso Mattarella, "Occorre, in definitiva, investire nella causa della pace".(AGI)