Storace, rabbia per condanna. E' schiaffo finale

(AGI) - Roma, 22 nov. - "Si', deluso. Deluso da morire. Perche'quei sei mesi senza un giorno di galera li vivo come loschiaffo finale. Sarebbe stato meglio trascorrere una notte aRebibbia per far esplodere di vergogna un Paese in cui undeputato del Pd, Marco Di Stefano, sta ancora in circolazionenonostante le tangenti e i conti in Svizzera e i morti pereternit vengono umiliati dalla prescrizione. Siamo ai titoli dicoda di un sistema politico marcio". Cosi' il leader de LaDestra, Francesco Storace, commenta sul sito del partito e suun editoriale de Il

(AGI) - Roma, 22 nov. - "Si', deluso. Deluso da morire. Perche'quei sei mesi senza un giorno di galera li vivo come loschiaffo finale. Sarebbe stato meglio trascorrere una notte aRebibbia per far esplodere di vergogna un Paese in cui undeputato del Pd, Marco Di Stefano, sta ancora in circolazionenonostante le tangenti e i conti in Svizzera e i morti pereternit vengono umiliati dalla prescrizione. Siamo ai titoli dicoda di un sistema politico marcio". Cosi' il leader de LaDestra, Francesco Storace, commenta sul sito del partito e suun editoriale de Il Giornale d'Italia, la condanna a sei mesicon la condizionale per vilipendio nei confronti del Capo delloStato. I sei mesi, scrive Storace, "sembrano una beffa", e sichiede: "devo fidarmi ancora del 'chiarimento' col presidentedella Repubblica. Insomma, mi dicevo allora, in fondo credo cheavra' compreso la sincerita' del mio gesto, la pronuncera'quella frase 'non capisco perche' si svolge questoprocesso...'. Macche', Giorgio Napolitano se ne e' fregato.Forti con i deboli e deboli con i forti - conclude Storace - ilpresidente della Repubblica e' stato davvero abile nel farmicredere che quella stretta di mano al Colle fosse vera, che lalettera che gli inviai l'avesse sul serio apprezzata. Rischiodi beccarmi una seconda accusa di vilipendio se dico quello chepenso sul comportamento del Colle e degli uomini a lui piu'vicini". (AGI)