Squinzi: le riforme non bastano, serve una forte scossa morale

(AGI) - Milano, 27 giu. - "Cio' che ci colpisce di piu' oggi e'il degrado morale che sembra infilarsi capillarmente nellanostra societa'. La crescita che produce la societa' sana vienedivorata da un'idra a mille teste che ha gangli ovunque". E' quanto ha sostenuto Giorgio Squinzi. "E' il segno malatoche i germi della ricchezza facile ci sono stati a tutti ilivelli - ha proseguito il presidente di Confindustria,parlando ad un convegno della Federazione nazionale cavalieridel lavoro -. La vita e l'economia reale avranno il sopravventosulla sfiducia in cui corruzione, malaffare e speculazionesguazzano

(AGI) - Milano, 27 giu. - "Cio' che ci colpisce di piu' oggi e'il degrado morale che sembra infilarsi capillarmente nellanostra societa'. La crescita che produce la societa' sana vienedivorata da un'idra a mille teste che ha gangli ovunque". E' quanto ha sostenuto Giorgio Squinzi. "E' il segno malatoche i germi della ricchezza facile ci sono stati a tutti ilivelli - ha proseguito il presidente di Confindustria,parlando ad un convegno della Federazione nazionale cavalieridel lavoro -. La vita e l'economia reale avranno il sopravventosulla sfiducia in cui corruzione, malaffare e speculazionesguazzano con piacere, solo come una forte scossa. Non bastanole riforme". "Lo scarto necessario a vincere i fattorifrenanti e inquinanti della vita civile ed economica - haspiegato Squinzi, rivolto alla platea - e' prima di tuttoculturale e richiama anche noi qui, anche oggi, alle nostreresponsabilita' perche' con noi si e' formata la cultura dellaproduzione materiale del lavoro, trasparente e corretto,segnato da un simbolo che portiamo orgogliosamente e chesignifica lavoro, onesta', voglia di partecipare". "Da voi, danoi - ha esortato ancora - deve partire uno stimolo e unrichiamo morale forte contro l'apparente e facilemoltiplicazione del denaro senza sforzo, contro l'arricchirsisenza scrupoli e senza lavoro". "Proprio l'Italia dovrebbeessere il Paese piu' consapevole del fatto che le riforme,anche quando ispirate da ottimi principi, e non sempre e'cosi', almeno osservandole con cultura imprenditoriale, senzapolitiche e applicazione continua, sono poco o nulla". E' ilnetto richiamo di Giorgio Squinzi. "Abbiamo bisogno di riforme esattamente quanto di unastagione lunga di applicazione sistematica di strumenti diintervento per le imprese che siano durevoli, semplici etrasparenti", ha proseguito il presidente di Confindustriaintervenendo a Milano ad un convegno della Federazionenazionale cavalieri del lavoro. "Solo la ripresa della produzione reale, solo la 'fabbrica'in tutte le sue declinazioni, puo' darci crescita duratura elavoro e agganciarci ad una ripresa che, peraltro e' in corsoun po' ovunque - ha sostenuto -. Per avere risultati stabili civuole una visione di politica industriale, delle regole moderneche favoriscono gli investimenti e politiche con strumentiaffidabili e di cui si possano misurare i risultati nel tempo,correggendo gli errori". (AGI).

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