È ufficiale: il senatore Ugo Grassi è passato dal gruppo M5s a quello della Lega

"Non puoi rimanere in un partito in cui tutte le decisioni sono decise dai vertici", ha commentato. Salvini lo saluta e aggiunge: "Porte aperte per chi, con coerenza, competenza e serietà, ha idee positive per l'Italia e non è succube del Pd"

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Ugo Grassi

Il senatore Ugo Grassi, eletto con il Movimento 5 Stelle, ha aderito al gruppo della Lega. Il passaggio è stato formalizzato oggi. "Diamo il benvenuto al senatore Grassi. Porte aperte per chi, con coerenza, competenza e serietà, ha idee positive per l'Italia e non è succube del Pd. Su riforma ed efficienza della giustizia e rilancio delle università italiane, col senatore Grassi lavoreremo bene". Così Matteo Salvini commenta l'adesione dell'ex Cinquestelle, per poi aggiungere: "Le porte della Lega sono aperte a tutti gli eletti e gli elettori 5 Stelle che mantengono coerenza, onore e dignità".

Ieri Grassi aveva spiegato la sua scelta. "Non puoi rimanere in un partito in cui tutte le decisioni sono decise dai vertici". Grassi, che mercoledì ha votato la risoluzione del centrodestra sul Mes, uscendo dall'Aula del Senato con al suo fianco il vice presidente leghista di Palazzo Madama Roberto Calderoli. "Alcuni mi hanno mostrato solidarietà. Ma la reazione dei colleghi è stata in alcuni casi aspra. E questi toni hanno contribuito a incrementare il mio disagio".

Aggiunge Grassi in una lettera che l'Agi ha potuto visionare: "Non ho mai preteso alcun ruolo di governo, né ho mai ritenuto essenziale conseguirli. Si può contribuire in molti modi, ma sempre sul presupposto di essere ascoltati, di poter avviare un confronto sulle scelte e sugli obiettivi politici". Ancora: "Mi sono invece ritrovato del tutto inascoltato su molteplici tematiche che pure avevo posto a base dell'accettazione della mia candidatura. Durante questa prima fase della XVIII legislatura mi sono ripetutamente domandato per quale ragione avessero mai voluto tra i loro eletti un professore universitario se del mio contributo nessuno si curava".



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