Senato, raggiunta l'intesa nel Pd Chiti, "voteremo a favore"

(AGI) - Roma, 23 set. - e' stato raggiunto l'accordo nel Pd sulnuovo Senato. I tre emendamenti presentati dalla maggioranza afirma Anna Finocchiaro riguardano le modifiche all'articolo 2del ddl riforme, frutto dell'intesa tra la maggioranza e laminoranza Pd sulle modalita' di elezione dei nuovi senatori. Unaltro emendamento riguarda le modifiche all'articolo relativoall'elezione dei giudici costituzionali. Infine l'ultimoemendamento e' sulle funzioni del Senato. "Gli emendamenti presentati sulla eleggibilita' deisenatori, sulle funzioni e competenze del Senato, frutto di unconfronto e lavoro comune nel Pd, sono positivi. Esprimono unaritrovata unita' nel partito e

(AGI) - Roma, 23 set. - e' stato raggiunto l'accordo nel Pd sulnuovo Senato. I tre emendamenti presentati dalla maggioranza afirma Anna Finocchiaro riguardano le modifiche all'articolo 2del ddl riforme, frutto dell'intesa tra la maggioranza e laminoranza Pd sulle modalita' di elezione dei nuovi senatori. Unaltro emendamento riguarda le modifiche all'articolo relativoall'elezione dei giudici costituzionali. Infine l'ultimoemendamento e' sulle funzioni del Senato. "Gli emendamenti presentati sulla eleggibilita' deisenatori, sulle funzioni e competenze del Senato, frutto di unconfronto e lavoro comune nel Pd, sono positivi. Esprimono unaritrovata unita' nel partito e consentono un impegno unitariosui temi delle riforme e dell'azione di governo", afferma ilsenatore del Pd Vannino Chiti, esponente della minoranza Pd,che aggiunge: "Sono soddisfatto che si sia raggiunta unamediazione degna: i senatori saranno sindaci e consiglieriregionali, ma saranno i cittadini a sceglierli". "Tornano nella competenza del Senato - riprende - funzionidi rilievo relative al controllo delle nomine pubbliche, allenomine dei giudici della Corte Costituzionale, al ruolo nellepolitiche europee e nei confronti del sistema delle autonomie,che rendono il nuovo Senato un'istituzione non irrilevante.Come si vede, il bicameralismo paritario si puo' superaresalvaguardando pienamente il diritto dei cittadini a sceglierei propri rappresentanti nelle istituzioni". In sostanza, i nuovi senatori saranno individuati "inconformita' alle scelte espresse dagli elettori per i candidaticonsiglieri in occasione del rinnovo dei medesimi organi,secondo le modalita' stabilite dalla legge". Questo il testodell'emendamento al quinto comma dell'articolo 2 del ddlriforme, a firma Anna Finocchiaro e frutto dell'intesa tramaggioranza e minoranza Pd. L'emendamento dispone che i futuri senatori saranno elettidai consigli regionali che non potranno tuttavia non tenereconto delle scelte fatte dagli elettori al momento del voto. Piu' poteri di 'controllo' al nuovo Senato, cui vienerestituita anche la funzione di verificare "l'impatto dellepolitiche dell'Unione europea sui territori". E al nuovo Senatoviene data anche la "valutazione delle politiche pubbliche el'attivita' delle pubbliche amministrazioni", mentre nel testovotato dalla Camera il Senato si limitava a "concorrere" nellavalutazione. La nuova Camera delle Autonomie continuera' poi aconcorrere, come prevede il testo licenziato da Montecitorio,all'espressione di "pareri sulle nomine di competenza delgoverno nei casi previsti dalla legge", in piu' dovra'concorrere a "verificare l'attuazione delle leggi dello Stato". Infine, il nuovo Senato "esercita funzioni di raccordo fralo Stato e gli altri enti costitutivi della Repubblica". La minoranza Pd votera' a favore dei tre emendamenti afirma Finocchiaro e capigruppo della maggioranza. Lo annuncia,di fatto, Vannino Chiti anche se spiega: "abbiamo fatto unincontro stamattina e c'e' stata condivisione su questiaspetti, ma ho sempre detto che sulla Costituzione e sullalegge elettorale c'e' un ruolo del singolo parlamentare"Sono emendamenti, aggiunge, su "ci ci siamo confrontati, che"abbiamo costruito insieme" e su cui siamo " d'accordo",sottolinea. Intanto i 17 emendamenti della minoranza restano in attesadelle decisioni del presidente Pietro Grasso, "per rispetto neiconfronti del suo ruolo, che e' un ruolo autonomo". Nel frattempo i verdiniani sfidano FI: "a nome di tutti isenatori del gruppo parlamentare Ala invito formalmente ilpresidente del Senato, Pietro Grasso, ad attivarsi affinche'nell'Aula del Senato non sia consentito a nessun senatore, nelcorso degli interventi, lanciare gratuite accuse di mercimonioed altre ingiurie nei confronti dei colleghi". Cosi' ilsenatore Vincenzo D'Anna, portavoce del gruppo Ala (AlleanzaLiberalpopolare Autonomie). D'Anna, tra la sfida e laprovocazione, dopo l'appello di Forza Italia a Mattarella eGrasso sulla compravendita di senatori, afferma: "Chiunqueritenga di avere elementi per comprovare comportamenti illecitiposti in essere da rappresentanti del Senato, si rivologa senzaulteriore indugio innanzitutto alla Presidenza del Senato, equest'ultima alla competente autorita' giudiziaria". Sullaquestione e' intervenuto in Aula anche il capogruppo, LucioBarani. (AGI).