Scuola: Renzi, assunzioni hanno senso solo se la cambiamo

(AGI) - Roma - "100 mila persone in piu', piu' soldiper gli insegnanti, il merito nella valutazione e una diversaorganizzazione basata sull'autonomia. I governi che ci hannopreceduto hanno tagliato, noi mettiamo piu' soldi. Tanti.Perche' per noi investire nella scuola e' investire nelfuturo". Lo scrive Matteo Renzi nella sua enews. "Chi e'contrario cerca di bloccare la riforma in Parlamento conmigliaia di emendamenti, per impedirne l'approvazione, salvopoi accusare il governo di non voler fare le assunzioni. Nonsiamo noi che vogliamo fermarci, ma le assunzioni hanno sensosolo se cambiamo la scuola,

Scuola: Renzi, assunzioni hanno senso solo se la cambiamo

(AGI) - Roma, 20 giu. - "100 mila persone in piu', piu' soldiper gli insegnanti, il merito nella valutazione e una diversaorganizzazione basata sull'autonomia. I governi che ci hannopreceduto hanno tagliato, noi mettiamo piu' soldi. Tanti.Perche' per noi investire nella scuola e' investire nelfuturo". Lo scrive Matteo Renzi nella sua enews. "Chi e'contrario cerca di bloccare la riforma in Parlamento conmigliaia di emendamenti, per impedirne l'approvazione, salvopoi accusare il governo di non voler fare le assunzioni. Nonsiamo noi che vogliamo fermarci, ma le assunzioni hanno sensosolo se cambiamo la scuola, se c'e' un nuovo modelloorganizzativo", aggiunge il premier.

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GRECIA

"Molta tensione sui mercati internazionali e nell'ambito delConsiglio Europeo per il rischio default in Grecia. Tuttistiamo lavorando per dare una mano al Governo Tsipras". Scrive ancora  Matteo Renzi nella sua enews. "L'impegno europeo,tuttavia, deve essere accompagnato da uno sforzo vero diriforme che Atene puo' e deve fare", aggiunge Renzi. "Noi -spiega - vogliamo che la Grecia resti nell'Euro e stiamofacendo di tutto perche' cio' si verifichi. Anche i grecidevono, pero', fare la loro parte".

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FISCO

"Sono pronti sei decreti legislativi che porteremo martedi' in consiglio dei ministri e che cambieranno profondamente il rapporto tra cittadini e Stato. Soprattutto per le aziende, all'inizio". Lo annuncia il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, nella enews. "Ma - aggiunge - in prospettiva anche per i cittadini, per i quali abbiamo iniziato con la dichiarazione dei redditi precompilata (a proposito: chi tra voi ha fatto la dichiarazione dei redditi precompilata? Come vi siete trovati? Cosa ci suggerireste per cambiarla?). Il nostro Governo e' il primo che ha ridotto le tasse per un valore di 18 miliardi, a partire dall'operazione 80 euro e dal taglio su quelle sul lavoro con il pacchetto JobsAct. Ma ancora non e' sufficiente, lo sappiamo", dice il premier. "Tuttavia iniziare con il rendere piu' semplice il fisco e' un ulteriore passo. Il prossimo sara' la semplificazione del sistema dei tributi locali, a partire da un'unica tassa comunale anziche' tutti i balzelli che conosciamo", dice ancora il presidente del Consiglio.

AMBIENTE

"Papa Francesco ha appena pubblicato l'enciclica 'Laudato si''. In Francia fervono i preparativi per il COP21, l'appuntamento globale del prossimo dicembre che dovrebbe segnare una svolta nella lotta contro il cambiamento climatico. Le varie riunioni internazionali, ultimo il G7 tedesco, dedicano ampie discussioni al tema. L'Italia sta dimostrando una rinnovata attenzione su questo tema. Stiamo proponendo un doppio cambio di mentalita'". Lo scrive Matteo Renzi nella sua enews. "Il primo legislativo - prosegue Renzi - con l'approvazione della legge sugli ecoreati. Che non e' una promessa, ma un impegno mantenuto dopo che per anni si erano fatte solo chiacchiere. Il secondo culturale. L'Italia e' tra i primi al mondo per contributo del solare al fabbisogno elettrico del Paese e abbiamo anche eccellenze come la geotermia o le biomasse. "Ma purtroppo - questo e' il problema - siamo leader soprattutto nelle tecnologie, non ancora nelle filiere produttive. Il tema della green economy non e' un passatempo per addetti ai lavori, ma deve diventare una scommessa di politica industriale. E cio' che stanno facendo su climate change le nostre aziende, a cominciare da Eni e Enel, e' motivo di orgoglio per tutta l'Italia. Naturalmente - scrive Renzi - sta sullo sfondo un problema strutturale: negli ultimi anni, per effetto di scelte politiche sbagliate in Europa e di una diversa politica energetica negli Stati Uniti, abbiamo speso molto per incentivare la riduzione delle emissioni ma e' tornato a crescere il carbone. E questo costituisce una contraddizione in termini che dobbiamo affrontare fin dalla preparazione di Parigi 2015: noi iniziamo lunedi' 22 con un convegno su questo alla Camera dei Deputati", conclude il premier.



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