Sul caso Savoini il Pd non darà tregua. Parola di Zingaretti

In un'intervista a Repubblica, il segretario dem critica inoltre chi pensi bastino arguzie via social per contrastare Salvini: "Un tweet contro di lui attacca e colpisce anche chi si sente rappresentato da lui. Possibile che nessuno lo capisce?”

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ANDREA RONCHINI, RONCHINI / NURPHOTO
Nicola Zingaretti

“Sia chiaro, noi non daremo tregua a Salvini finché lui o Conte non verranno in Parlamento a riferire nella sede propria la loro versione”. Parola di Nicola Zingaretti, Governatore del Lazio e segretario nazionale del Pd, oggi in un’intervista a la Repubblica.

Per Zingaretti, deve essere “la procura, e non la politica” a dover accertare la verità sui presunti finanziamenti russi alla Lega negoziati da uno stretto collaboratore del ministro degli Interni, quel Gianluca Savoini sempre al suo fianco nelle fotografie, ufficiali e non. Nonostante il vicepremier leghista “in maniera goffa ha preso le distanze da questo signore quasi non lo conoscesse, smentito da centinaia di foto ed eventi”.

"Conte non si illuda di lavarsene le mani"

Zingaretti è incredulo di fronte al fatto che si possa credere di poter “discutere in Parlamento un decreto sicurezza promosso da un ministro che dice bugie”. E avverte anche il premier Conte: “Se il primo ministro si illude di lavarsi le mani indicando nel suo ministro il responsabile del falso non ha capito che si sta dando la zappa sui piedi. Le responsabilità del governo sono palesemente comuni”.

Tanto più che i rapporti con la Russia sono ambigui come le finalità politiche visto che lo stesso Savoini “ha detto in un incontro registrato, che l’obiettivo dell’alleanza delle destre europee capeggiata dalla Lega è quella di boicottare l’Europa e di superare le storiche alleanze internazionali costruite dalle democrazie liberali nel dopoguerra”. Quindi, si chiede Zingaretti, “è questa la linea del governo? L’obiettivo oltre che l’Europa è un superamento della Nato?”

Per il capo dem, insomma, “la strategia di Salvini è sempre la fuga” visto che non ha avuto nemmeno il buon gusto “di dire che, soldi o no, Savoini in quel nastro dice cose gravissime”. E la sua abilità è quella di riuscire “a drogare il dibattito pubblico con dibattiti surreali”.

La frecciata all'opposizione da tastiera

Che fine può fare il governo inciampato sul Russiagate e i rubli di Mosca? Zingaretti non sa dire “se il governo cadrà” per questo, ma si dice certo che “Di Maio e Salvini devono andare a casa perché hanno fallito e tradito gli italiani. Il governo è sorretto da una maggioranza numerica unita solo dalla paura di lasciare il potere”. Non solo una visione comune, ma nemmeno un programma.

Resta però un fatto, che la Lega continua a crescere nei consensi, Russiagate o meno. Come se lo spiega Zingaretti? “Noi non sconfiggeremo mai la destra solo criticandola. Questo soddisfa ed eccita quelli già convinti” dice il segretario dem, che aggiunge: “Noi dobbiamo ricostruire la fiducia e una empatia sulla possibilità che esista una alternativa. E anche qui, con tutto il rispetto, ci vuole qualcosa di più che un tweet azzeccato. Il tweet che attacca e colpisce Salvini attacca e colpisce anche chi si sente rappresentato da lui. Possibile che nessuno lo capisce?”



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