Salvini ha replicato alle polemiche dopo la foto con il capo ultrà milanista

"Sono un ministro che non va solo in tribuna", ha detto il ministro dell'Interno, e ha aggiunto: "Risolvo problemi, il dialogo con i tifosi serve"

Salvini ha replicato alle polemiche dopo la foto con il capo ultrà milanista
 (Youtube)
 Matteo Salvini

"Sono un ministro che non va solo in tribuna. Sono andato a Atene con un volo low cost Ryanair con i tifosi organizzati del Milan, di cui molte brave persone, magari qualcuno con problemi in passato. L'ho fatto, lo rifarei. Perché il mio obiettivo è risolvere i problemi, se questo mi comporta qualche polemica vado avanti e tiro dritto": con queste parole il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, ha replicato alle critiche per la foto che lo ha ritratto insieme ad un capo ultrà pregiudicato, Luca Lucci, nel corso della festa per i 50 anni della Curva sud del Milan.

"Mi faccio carico di qualche polemica, tanto anche se vado a fare la comunione la mattina - ha detto Salvini a margine di un'iniziativa a Sorbolo nel Parmense - c'è la polemica, e non mi tocca: penso di avere le spalle larghe". L'obiettivo, secondo il vicepremier, è "riportare un po' di tranquillità dentro e fuori dagli stadi e disimpegnare un po' di ragazzi e ragazze delle forze dell'ordine invece che andare a fare il bersaglio come accaduto al carabiniere a Roma" i cui responsabili "spero vengano presi, non sono tifosi, ma delinquenti e deficienti".

L'intenzione nei prossimi mesi è parlare con tutti gli interlocutori, "con le società di calcio - ha concluso Salvini - con gli arbitri, con la pubblica sicurezza e con le tifoserie organizzate. Mentre per me sarebbe più comodo fregarmene e fare altro e andare in tribuna".

Sempre in tema di sicurezza negli stadi, Salvini ha sottolineato che "il mio obiettivo da ministro è provare a risolvere i problemi senza avere manie di grandezza. Uno dei problemi con cui abbiamo a che fare è la violenza che accompagna troppi eventi sportivi. L'anno scorso - ha detto ancora il vicepremier - 300 arbitri sono finiti al pronto soccorso e dall'inizio dell'anno abbiamo impiegato quasi settantamila tra poliziotti e carabinieri per andare a badare che non si pestino fuori dagli stadi". Dunque, "riavvicinare a un tifo corretto, colorito, colorato, con bandiere e tamburi in stadi e curve d'Italia, isolando, condannando, e dimenticando gli episodi di violenza e aggressione - ha spiegato Salvini - è un altra delle mete ambiziose che mi pongo. Avere sempre meno polizia e carabinieri fuori dagli stadi, avere confronti anche accesi verbalmente durante i derby, che però non trascendano mai in aggressioni o episodi di violenza è qualcosa che a nessuno dei miei predecessori è riuscito. Il fatto che io vada allo stadio da quando ho cinque anni e abbia frequentato anche la curva per tanti anni quando ero giovane - ha concluso il vicepremier - magari mi dà qualche vantaggio in piu', conoscendo pregi e difetti che ci sono in ogni contesto umano".

"Il mio obiettivo è portare più sicurezza e tranquillità negli stadi. E per farlo bisogna parlare anche con i tifosi". Così il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, ha risposto ai cronisti che gli chiedevano spiegazioni per la foto di domenica scorsa fatta con il capo ultras del Milan, pregiudicato, durante i festeggiamenti dei 50 anni della curva sud. 



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