Riforme vicine al traguardo. Lega-FI divise su Aventino

(AGI) - Roma- Le riforme costituzionali viaggianoveloci verso il via libera del Senato. Tanto che a palazzoMadama si da' ormai  

(AGI) - Roma, 8 ott. - Le riforme costituzionali viaggianoveloci verso il via libera del Senato. Tanto che a palazzoMadama si da' ormai praticamente per scontata la finedell'esame degli articoli del ddl gia' nella giornata didomani, lasciando il traguardo del voto finale a martedi'prossimo. Dopo l'accordo raggiunto all'interno della maggioranza econ la minoranza Pd, i rischi di incidenti in Aula sono -tirano un sospiro di sollievo nel governo e in casa dem -ridotti al lumicino. E aiuta anche l'Aventino scelto dallaLega, che pur rimanendo in Aula non partecipa piu' allevotazioni. Una 'mano' la danno anche i tempi: la gran partedelle opposizioni hanno infatti praticamente terminato i minutia loro disposizione. Altro elemento che gioca a favore dellamaggioranza e del governo e' la spaccatura che si e' consumataieri nel fronte delle forze di minoranza. Evento, pero', che hariaperto una ferita interna a Forza Italia. Non solo per ilmalumore generato in molti senatori 'falchi' dall'essereadditati da tutti, Lega in primis, come stampella di Renzi,dopo il voto di ieri di 30 senatori azzurri su un emendamento.Ma perche', data per persa ormai la partita riforme, e' allealleanze politiche che diversi azzurri guardano e rompere oral'asse con il Carroccio viene considerato un errore strategico.Tanto piu' in vista delle elezioni a Roma e delleamministrative a Milano e in altre importanti citta'. Insomma, e' di oggi la riflessione sollevata all'internodel gruppo al Senato sull'atteggiamento da tenere in vista delvoto finale: abbandoniamo l'Aula, e' la tentazione di almenouna quindicina di azzurri, e lasciamo che il Pd si voti leriforme da solo. Ma la linea dell'Aventino non riscontra ilfavore dei vertici del gruppo a palazzo Madama - finora Romanil'ha sempre scartata - e stando ad alcuni fedelissimi, nemmenoSilvio Berlusconi sarebbe entusiasta dell'idea. La decisioneverra' presa martedi', poco prima del voto finale. Intanto la maggioranza vola a vele spiegate verso il votofinale al Senato: nessun rischio sui voti segreti - anche se inuna votazione scende sotto quota 150 - e c'e' la compattezzasulle norme transitorie. Oggi il governo ha presentatol'emendamento che stabilisce il termine di 6 mesi entro cui sidovra' varare la legge elettorale per i futuri senatori, mentrele regioni avranno tre mesi per adeguarsi. Insomma, il sistemadi voto sara' approvato entro la legislatura. (AGI)