Responsabilita' toghe: Mattarella "Nuova legge non vi condizioni"

(AGI) - Roma, 9 mar. - Coraggio, umilta', giusto rispetto perla dignita' della persona; ma anche serenita' e tranquillita'nel giudizio. Anche ora, che

Responsabilita' toghe: Mattarella "Nuova legge non vi condizioni"

(AGI) - Roma, 9 mar. - Coraggio, umilta', giusto rispetto perla dignita' della persona; ma anche serenita' e tranquillita'nel giudizio. Anche ora, che la legge Vassalli sullaresponsabilita' civile del giudice e' stata ritoccata e buonaparte della magistratura italiana prova qualche dubbio suglieffetti. Effetti che molti giudici temono si possanoconcretizzare in una valanga di ricorsi, richieste, azionilegali.

Per questo Sergio Mattarella intende spendere unaparola di serenita': il giudice faccia il suo lavoro, senzafarsi condizionare dal timore di finire sulla graticola.L'importante e' che lo faccia seguendo i valori etici che sonopropri della categoria. Se poi la legge dovesse rivelarsiimperfetta, la si potra' sempre rivedere. Del resto e' quelloche ha detto anche il ministro della giustizia, Andrea Orlando.Nessun intendimento persecutorio da parte della politica,quindi, pare dire il capo dello Stato. Il quale, ad ogni modo,ricorda a tutti che lui e', per dettato costituzionale,presidente del Csm, l'organo di autogoverno dei giudici.

Quindiavra' modo e mezzi per esercitare i dovuti controlli. E' ilterzo intervento in poche settimane che Mattarella dedica aiproblemi della giustizia. E', particolare altrettantosignificativo, anche il secondo incontro in altrettanto tempocon i giovani magistrati che escono dal tirocinio e dallascuola superiore di magistratura di Scandicci.

Al Presidentepaiono piacere questi 350 giovani che si presentano nel Salonedei Corazzieri con i loro primi completi blu (gli uomini, nonpiu' la schiacciante maggioranza come una volta), o le gonne alginocchio e qualche tacco molto alto (le donne sono quasi lameta', a dimostrazione che le cose vanno cambiando anche tra letoghe). Pochi giorni fa, nella Villa Castelpulci di Scandicci,aveva ricordato che il magistrato non deve essere ne'burocrate, ne' protagonista.

Oggi si fa anche piu' esigente.Chiede, letteralmente, "coraggio e umilta'". Perche' unasocieta' complessa chiede giustizia, e in tempi rapidi. Chiedelotta, in particolare, alla corruzione, che blocca lo sviluppoeconomico e corrode la convivenza civile. Prima pero' sisofferma su un tema di piu' stretta attualita'. "Seguire ilmodello di magistrato ispirato all'attuazione dei valori eticiordinamentali vi aiutera' ad affrontare, con serenita', icompiti che vi aspettano", premette. Servira' "a non lasciarsicondizionare dal timore di subire le conseguenze di eventualiazioni di responsabilita', nella consapevolezza di esseresoggetti, nell'applicazione delle vostre funzioni, unicamentealla legge".

Insomma, niente paura e restare sereni: chi agiscesecondo coscienza nulla deve temere.Infatti "le recentimodifiche alla legge Vassalli hanno mantenuto il principiodella responsabilita' indiretta del magistrato e collegato lapiu' stringente disciplina della rivalsa statuale allariferibilita' a condotte soggettivamente qualificate in terminidi dolo o negligenza inescusabile". E poi "ovviamente - come haprecisato lo stesso Ministro della giustizia - andrannoattentamente valutati gli effetti concreti dell'applicazionedella nuova legge".

Insomma: le regole sono cambiate, ma comein tutti i processi di riforma ci sara' spazio per un doverosobilancio dei primi effetti. Ad ogni modo, aggiunge Mattarella,"saro' sempre attento custode nella duplice veste di Presidentedella Repubblica e di Presidente del Csm". L'importante e'svolgere il proprio ruolo con il dovuto coraggio e la dovutaumilta'. Ma anche con "imparzialita', correttezza, diligenza,laboriosita', riserbo, equilibrio, rispetto della dignita'della persona". Un elenco quasi maniacale di virtu' etiche emorali.

Con una attenzione particolare, che Mattarella rendeesplicita quando chiede: "Consentitemi di sottolinearequest'ultimo, elemento essenziale della cittadinanza", Sitratta del rispetto della dignita' della persona, e lasottolineatura non deve sfuggire. E' come se il Colle chiedessedi non dimenticare mai che l'accertamento della verita' nondeve passare per l'umiliazione, e l'uso improprio di alcunistrumenti in se' legittimi, dell'imputato, del detenuto,tantomeno del semplice sospettato.

Massima determinazione,d'altra parte, nella lotta alla corruzione. "Il contributo allacontinua costruzione dell'edificio della democrazia", mette inchiaro Mattarella, "passa anche di qui. Non sara' maiabbastanza sottolineata la alterazione grave che deriva allavita pubblica, al sistema delle imprese, al soddisfacimento deibisogni della comunita', dal dirottamento fraudolento dirisorse verso il mondo parallelo della corruzione". Un "mondoparallelo": alternativo, oscuro e minaccioso come in un romanzodi H. G. Wells. (AGI)