Renzi: subito riforme o al voto. Pronta nuova segreteria Pd

(AGI) - Roma, 17 set. - Matteo Renzi smentisce di avere comeobiettivo quello delle elezioni anticipate. Anche se, nel suointervento ieri in Parlamento, il premier mette subito inchiaro: "Non abbiamo paura di confrontarci con gli italiani,penso che lo abbiamo dimostrato in varie circostanze". Ma "oggil'Italia ha bisogno di una sfida che abbia come orizzontemaggio 2018. Siamo disponibili ad effettuare un percorso diriforme per cui alla fine si possa anche perdere consenso. Sonodisponibile a correre il rischio di perdere le elezioni ma nondi perdere tempo". Poi, pero', avverte: "Si arriva al 2018

(AGI) - Roma, 17 set. - Matteo Renzi smentisce di avere comeobiettivo quello delle elezioni anticipate. Anche se, nel suointervento ieri in Parlamento, il premier mette subito inchiaro: "Non abbiamo paura di confrontarci con gli italiani,penso che lo abbiamo dimostrato in varie circostanze". Ma "oggil'Italia ha bisogno di una sfida che abbia come orizzontemaggio 2018. Siamo disponibili ad effettuare un percorso diriforme per cui alla fine si possa anche perdere consenso. Sonodisponibile a correre il rischio di perdere le elezioni ma nondi perdere tempo". Poi, pero', avverte: "Si arriva al 2018 acondizione di mettere in campo le riforme necessarie comefisco, giustizia, questione educativa oltre che alle riformeistituzionali e alla riforma elettorale". Quanto alla leggeelettorale, "una ennesima melina suonerebbe come un affronto acio' che e' stato detto da autorevoli esponenti come ilpresidente della Repubblica e sarebbe uno schiaffo alladignita' della classe politica che si dimostrerebbe incapace ditrovare delle soluzioni". Ma l'Italicum non va fatto subito perandare presto al voto, ha chiarito ancora il presidente delConsiglio. Renzi, nel presentare il piano dei 'Mille giorni',non lascia intravedere alternative: "sono l'ultima chance perrecuperare il tempo perduto. Dopo aver perso tanto tempo neglianni passati, ora abbiamo l'ultima chance. Se perdiamo, nonperde il governo ma l'Italia". E ne approfitta anche pertogliersi qualche sassolino dalle scarpe: "Qualcuno ha dipintola scelta del provvedimento dei 'Mille giorni' come untentativo di dilazionare, di perdere tempo. Mai lettura puo'essere piu' grottesca e ridicola"; per poi aggiungere:"Rispetto al derby tra i 'professionisti della tartina' el'Italia che si spezza la schiena, noi stiamo con questaseconda parte". Nel merito, Renzi ha insistito sulla necessita'di fare la riforma della giustizia, e quella del lavoro, nonescludendo l'ipotesi di ricorrere a misure d'urgenza edefinendo "iniquo" l'attuale sistema: "nessuna discussioneideologica puo' fermare quella che e' oggi una priorita'". Nelpiano dei Mille giorni il premier fa rientrare anche i diritticivili, sottolineando che "o le riforme si fanno tutte insiemeo non si fanno piu'". "Il mondo fuori di qui ha bisogno di unaclasse politica che pensi all'Italia e agli italiani e che nonsi limiti costantemente alla polemica autoreferenziale", diceil presidente del Consiglio nei suoi interventi in Parlamento.Negli ultimi anni "ci siamo guardati troppo allo specchio" eora "e' il momento di aprire la finestra e di guardare fuori.Di cogliere il messaggio dei cittadini". Per i prossimi treanni, suggerisce, "lavoriamo su provvedimenti concreti. Poi, almomento dello scontro elettorale, vedremo chi avra' consenso echi ne avra' di piu'. Ma fino a quel momento continuiamo alavorare perche' l'Italia recuperi il proprio ruolo in Europa el'Europa abbia ancora un senso nel mondo". Infine, Renzi tornasulle ultime vicende giudiziarie: "Dico qui in Parlamento chenoi aspettiamo le indagini e rispettiamo le sentenze, ma nonconsentiamo a nessuno scoop di mettere in difficolta' o incrisi decine di migliaia di posti di lavoro e non consentiamoche avvisi di garanzia piu' o meno citofonati ai giornali,consentano di cambiare la politica aziendale in questo Paese".Ieri sera, infine, il premier e segretario del Pd riunisce ladirezione e vara la nuova segreteria: 15 componenti, 8 donne(Stefania Covello, Chiara Braga, Micaela Campana, FrancescaPuglisi, Lorenza Bonaccorsi, Valentina Paris, Alessia Rotta,Sabrina Capozzolo) e 7 uomini (Filippo Taddei, David Ermini,Enzo Amendola, Andrea De Maria, Giorgio Tonini, ErnestoCarbone, Emanuele Fiano). Per le deleghe, invece, bisognera'attendere una settimana. Ma l'avvertimento e' chiaro: "Ciriuniremo agli stessi orari antelucani della segreteriaprecedente", annuncia Renzi.