Renzi al Forum italo-turco, "riforme o Italia declina"

(AGI) - Roma. - "I politici debbono avere il coraggiodi fare le riforme, soprattutto in Italia dove e' necessariocambiare". Matteo Renzi,  [...]

(AGI) - Roma, 12 dic. - "I politici debbono avere il coraggiodi fare le riforme, soprattutto in Italia dove e' necessariocambiare". Matteo Renzi, parlando al Forum economicoitalo-turco, rilancia il mantra di Palazzo Chigi, in unagiornata particolare, segnata dallo sciopero generale. Renziindica soprattutto in Pubblica Amministrazione, fisco egiustizia gli ambiti principali di riforma e torna a ricordareche "se cambiamo le cose davvero i nostri figli sarannoorgogliosi di noi". Ed e' direttamente riferito ai motivi dello scontro ma, sicapisce con chiarezza, abbraccia il confronto sociale epolitico nel Paese l'appello che anche oggi arriva da GiorgioNapolitano, quando avverte che "e' bene che ci sia rispettoreciproco delle prerogative di ciascuno e che non si vada a unaesasperazione come quella di cui oggi abbiamo il segno. Non fabene al Paese". "Io - chiarisce il Capo dello Stato - non entro,ovviamente, nel merito delle ragioni degli uni o degli altri"."Mi auguro che si discutano sia le decisioni gia' prese, comequella della legge di riforma del mercato del lavoro, sia daprendere, soprattutto per il rilancio dell'economia edell'occupazione in un contesto europeo, e che si trovi la viadi una discussione pacata", e' il messaggio che arriva dalColle. "Una sola cosa dobbiamo fare insieme: avere il coraggio diessere orgogliosi del nostro passato ma anche di voler bene alfuturo del nostro Paese", tiene comunque a dire dalla Turchiail presidente del Consiglio. I toni sono abbastanza soft, madeterminati nella sostanza: "Dobbiamo avere il coraggio dicambiare. Non possiamo far finta e pensare che mettendo lapolvere sotto il tappeto le cose possano cambiare", ancheperche' "ritardare le riforme vuol dire condannare l'Italia aun lento declino". Toni che comunque non sembrano stemperare il clima in vistadi quell'Assemblea nazionale di domenica che lo stesso leaderPd ha indicato come sede di confronto sui 'segnali politici'inviati dalla minoranza Dem quando il governo e' andato sottoin commissione alla Camera sulle riforme. "Renzi vuolel'ubbidienza? Basta una parola. Per quanto mi riguarda se michiede di lasciare il mio posto di deputato, io un minuto dopomi dimetto e gli restituisco quello che evidentemente ritienedi sua proprieta'. Penso solo che in quel caso dovrebbe anchecambiare nome al Pd". Manda, per esempio, a dire GianniCuperlo. "Le parole che vengono attribuite a Renzi - lamenta -riflettono una insofferenza che non si giustifica. IlParlamento ha una sovranita' che va rispettata. Ridurre leconvinzioni di altri a mosse di propaganda o minacciare, comehanno detto alcuni, una resa dei conti sulle 'poltrone' milascia interdetto. Lo dico a Renzi, non tutti ragionano solo diposti. Esistono anche opinioni e coerenze". (AGI)