Referendum, mea culpa di Renzi  Giuste critiche di Napolitano

"Ho sbagliato a giocare il futuro del governo sul referendum costituzionale.

Referendum, mea culpa di Renzi  Giuste critiche di Napolitano
 renzi premier

Pesaro - "Ho sbagliato a giocare il futuro del governo sul referendum costituzionale. Giuste le critiche di Napolitano". Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, a Pesaro in occasione del primo appuntamento pubblico a sostegno del Si al referendum costituzionale del 4 dicembre, commenta le critiche dell'ex Capo di Stato. "Napolitano mi ha anche un po' criticato e credo sia giusto e utile ricevere critiche da chi ha saggezza ed esperienza. Se Napolitano mi fa delle critiche sono felice di farne tesoro", ha detto.

Napolitano: sul referendum Renzi ha capito gli errori iniziali

Il Presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano, rispondendo ai giornalisti che hanno insistito, a margine di una iniziativa del Pd, sul riconoscimento degli errori commessi nella prima fase della campagna referendaria, ha criticato Renzi: "Si', sono stati commessi degli errori" nei primi mesi della campagna referendaria da parte del premier, ma ora "gli errori sono stati corretti. Renzi ha capito", ha aggiunto. Tuttavia, nonostante ora si sia cambiato registro, per Napolitano "l'impostazione precedente e' durata per un periodo troppo lungo e ha facilitato chi era per il no e contro Renzi". Questo ha fatto si' che tuttora i cittadini pensino che il referendum sia anche incentrato su Renzi, ha concluso il ragionamento Napolitano.

"C'e' chi con questo referendum vorrebbe fare uno scontro all'arma bianca, ma noi gli facciamo un sorriso - ha detto a Premier a Pesaro -. Per noi questa e' la politica, non insultarsi". Il referendum, ha poi detto il presidente del Consiglio, "vuole sbloccare un sistema politico che si e' impantanato da decenni". "Da tempo - ha spiegato - sulle riforme si fanno solo chiacchiere. Negli ultimi trent'anni la classe politica si e' nettamente fermata". Renzi ha ricordato i vari tentativi che si sono susseguiti dal 1982, dal 'decalogo Spadolini' alla bocciatura popolare della Carta proposta da Berlusconi nel 2006. "Tutti dicono di voler fare le riforme - ha detto ai mille del Teatro Rossini di Pesaro - ma poi non le fanno. Questa volta, pero', e' accaduto che le abbiamo fatte. Alle promesse abbiamo fatto seguire i fatti". Renzi ha poi ribadito di "aver sbagliato" legando il referendum al giudizio sul governo: "L'ho fatto in buona fede", ha aggiunto.

Botta e risposta Brunetta Renzi, "Napolitano insulta istituzioni"; "Si sciacqui la bocca"

Renzi, ribadendo che la riforma della legge elettorale "si puo' modificare" ("A me un po' dispiace perche' e' la migliore che c'e', ma siamo pronti a discutere"), ha sottolineato che "la riforma costituzionale non mette in discussione la democrazia ma la burocrazia". Secondo il presidente del Consiglio, "se passa, l'Italia potra' essere piu' competitiva a livello internazionale, piu' forte, piu' semplice".

"Il collegato per l'agricoltura - ha aggiunto Renzi - e' rimasto fermo 887 giorni per i rimpalli fra le due Camere. Quante aziende hanno chiuso nel frattempo? Il provvedimento sui piccoli comuni e' alla quarta lettura. Questo meccanismo deve finire. Chi dice si supera il bicameralismo e i rimpalli di legge, chi vota no si tiene il ping-pong". Il presidente del Consiglio ha poi toccato il tema della riduzione dei parlamentari con l'abolizione del Senato. "Se passa il no - ha sottolineato Renzi - resta tutto com'e' per altri lustri perche' avranno voce quelli che diranno di non toccare la volonta' popolare. Io, invece, - ha detto ironicamente il premier - voglio evitare che i giornalisti guadagnino cifre iperboliche con i libri sulla casta. Per anni ci siamo riempiti la bocca di abbattere i costi della politica. Oggi lo facciamo davvero". (AGI)