Il 2020 sarà un anno fondamentale per i rapporti tra Italia e Cina

Si celebreranno i cinquant'anni dall'inizio delle relazioni diplomatiche con Pechino. E in Cina andrà in visita il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Inoltre, ha spiegato Di Maio, è previsto lo sblocco di alcuni accordi per centinaia di milioni di euro 

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LIU BIN / XINHUA

L'Italia punta a raccogliere i frutti del memorandum d'intesa firmato con la Cina sulla Nuova Via della Seta entro il 2020, anno cruciale nei rapporti con Pechino. È il messaggio del ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, che a Shanghai ha partecipato alla seconda della China International Import Expo, che si apre domani con un discorso del presidente cinese, Xi Jinping. Il prossimo anno si celebreranno i cinquant'anni dall'inizio delle relazioni diplomatiche. Verrà in visita il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ed è previsto lo sblocco di alcuni accordi per centinaia di milioni di euro, ha spiegato sempre Di Maio.

A marzo l'Italia è diventata il primo Paese del G7 e il primo Paese fondatore dell'Unione europea a firmare il memorandum d'intesa con la Cina e "tanti Paesi europei che ci avevano criticato si sono affrettati a venire qui, a provare a chiudere nuovi accordi", ha rivendicato il titolare della Farnesina durante una visita agli stabilimenti di Shanghai del gruppo di robotica e automazione industriale Comau.

"Abbiamo chiuso accordi che erano fermi da tempo, penso all'agro-alimentare, e abbiamo messo mano a nuovi accordi che saranno chiusi tra la fine del 2019 e l'inizio del 2020 per esportare nuovi prodotti. Quello delle carni bovine vale circa 300 milioni di euro; quello del riso diverse decine di milioni di euro per i nostri produttori".

I temi del commercio bilaterale sono centrali nella visita di Di Maio a Shanghai, che oggi ha incontrato il suo omologo cinese, il ministro degli Esteri e consigliere di Stato Wang Yi, con cui ha discusso anche di riforma del Consiglio di Sicurezza dell'Onu e delle situazioni in Libia e Siria, oltre che delle possibili sinergie tra Italia e Cina nelle aree del Mediterraneo e dell'Africa. Con Wang c'è stato spazio anche per un passaggio sull'Unione europea, che la Cina vuole più forte, ha detto il capo della diplomazia cinese, a poche ore di distanza dalle parole del presidente Usa, Donald Trump, secondo cui l'Italia starebbe meglio senza l'Ue.

L'accelerazione da imprimere ai rapporti bilaterali dopo l'adesione italiana alla Via della Seta sarà affrontata anche domani durante l'incontro con il ministro del Commercio di Pechino, Zhong Shan, ha detto Di Maio, ricordando che "ci sono importanti aziende che vogliono investire qui e che hanno ancora delle difficoltà con le certificazioni, con le barriere non tariffarie".

Il prossimo sarà l'anno del turismo e della cultura tra Italia e Cina. Con Pechino c'è un'intesa sulla necessità di rinegoziare l'accordo aeronautico sulle rotte turistiche tra i due Paesi, per aumentare i flussi turistici e promuovere il Made in Italy. "Ci lavoreremo per tutto il 2020", ha assicurato Di Maio. Sullo sfondo, preoccupa la disputa tariffaria tra il paese asiatico e la Casa Bianca, nonostante spiragli di intesa.

Il leader del Movimento 5 Stelle ha auspicato un accordo "il prima possibile", perché "le tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina non aiutano il mercato internazionale e non aiutano le nostre imprese". Dopo la visita a Comau, il ministro è stato ospite della cena di gala offerta dal presidente cinese, Xi Jinping, per gli ospiti giunti a Shanghai per l'evento, tra cui anche il presidente francese, Emmanuel Macron. Dopo il suo discorso, Xi Jinping compierà un tour degli ospiti di primo piano ai padiglioni della China International Import Expo, tra cui anche l'Italia, uno dei quindici Paesi ospiti d'onore dell'edizione di quest'anno, che raggruppa circa 160 aziende. 



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