Il post omofobo che ha fatto infuriare Giorgia Meloni

"Ammazzateli tutti ste lesbiche, gay e pedofili" scrive il vicepresidente del consiglio comunale di Vercelli, eletto con Fratelli d'Italia. E la leader del partito avverte: "non accettiamo lezioni da quelli di Bibbiano"

Post omofobo giorgia meloni
Cristiano Minichiello / AGF 
 Giorgia Meloni

"Ammazzateli tutti 'ste lesbiche, gay e pedofili": è bufera a Vercelli per il post pubblicato sulla sua bacheca Facebook da Giuseppe Cannata, 72 anni, medico e vicepresidente del Consiglio comunale di Vercelli eletto nelle recenti elezioni comunali nelle liste di Fratelli d'Italia.

La frase è riferita ad un articolo sul tema delle "famiglie arcobaleno" pubblicato nel 2018 dal senatore Pillon. L'uscita del rappresentante del partito di Giorgia Meloni ha suscitato in cittò una marea montante di polemiche: Arcigay Rainbow Vercelli Valsesia, ha chiesto le immediate dimissioni di Cannata dal consiglio comunale, e la sua espulsione dall'Ordine dei medici. L'associazione chiede anche una presa di distanza chiara da parte del sindaco Andrea Corsaro.

Il post incriminato e' stato cancellato dopo numerose segnalazioni. Ma la bacheca Facebook di Cannata, finita in modo così eclatante sotto i riflettori continua ad essere oggetto di discussione: tra i post un ricco campionario di "bufale" e di dichiarazioni di chiara ispirazione fascista.

"Fratelli d'Italia prende le distanze dalle dichiarazioni del consigliere comunale di Vercelli Giuseppe Cannata, eletto tre mesi fa da indipendente nelle liste di FdI ma mai iscritto al movimento", precisa la Meloni. "Le sue affermazioni, gravissime, non rispecchiano in nessun modo - sottolinea, sempre su Facebook - il pensiero di Fratelli d'Italia. Non c'è posto - chiarisce la leader FdI - per chi scrive certe cose in Fratelli d'Italia". "Ma - rilancia Meloni - non accettiamo lezioni da nessuno, soprattutto dal Pd che non ha avuto nemmeno la decenza di prendere provvedimenti nei confronti di un suo sindaco agli arresti domiciliari perché coinvolto nello scandalo di Bibbiano". 



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