Lo spot della Esselunga che è diventato un caso politico

Lo spot della Esselunga che è diventato un caso politico

L'accesa discussione sulle reti sociali coinvolge anche i partiti. Per Meloni lo spot, con protagonista una figlia di genitori separati o comunque in crisi, è "bello e toccante". Per la sinistra più che su quella pesca occorre concentrarsi su tutto il carrello della spesa. Secondo Calenda la sola nascita del dibattito dimostra che "meritiamo l'estinzione"

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AGI - Tra critici ed entusiasti, la politica si divide sul recentissimo spot di Esselunga. Avviene nelle ore che precedono la presentazione della Nadef da parte del Consiglio dei ministri, primo step di quel momento verità rappresentato dalla manovra di bilancio. Le opposizioni attendono al varco il governo ma l'attenzione si sposta su una bambina che prima si perde in un supermercato, poi chiede alla mamma di comprare una pesca. Il frutto arriva poi a casa e sparisce nello zainetto della bimba per riapparire in auto, con il papà: i genitori sono infatti separati, o comunque in un momento delicato, e il tentativo sembra essere quello di portare pace. "Te la manda la mamma", è infatti la 'bugia bianca' della piccola, con il papà che guarda verso la finestra di casa.

Uno spot che, di per sè, non aggiungerebbe nulla al dibattito politico ma il tam tam sui social network è tale da portare molte prese di posizione politiche, anche da parte della presidente del Consiglio: "Leggo che questo spot avrebbe generato diverse polemiche e contestazioni. Io lo trovo molto bello e toccante", scrive Giorgia Meloni sui social.

Di lì a poco interviene anche Matteo Salvini, da anni impegnato a difendere la causa dei padri separati: "Dare voce ai tanti genitori separati, a quelle mamme e a quei papà quasi mai citati e spesso troppo dimenticati, al legame indissolubile con i figli. Trasformare uno spot in uno splendido messaggio di Amore e Famiglia merita solo sorrisi", dice allora il vicepremier e leader della Lega. "Come fa certa gente a insultarlo e deriderlo solo perché non narra il 'modello' che vorrebbero loro?", si chiede ancora Salvini. Sì, perché contemporaneamente piovono le reazioni di esponenti dell'opposizione che sollevano dubbi sul messaggio attribuito allo spot.

Quella di Carlo Calenda, ad esempio: dopo avere segnalato che "ci sarebbe da affrontare il problema della sanità" e che "non c'è lo spot, ma ci sono le liste d'attesa", il segretario di Azione chiosa: "Siamo un branco di decerebrati, meritiamo l'estinzione". Critico, sebbene più pacato di Calenda, è Pierluigi Bersani: "Mi sembra davvero sbagliato, in questo e in altri casi, mettere in mezzo la sofferenza dei bambini su temi delicati per scopi commerciali".

Il segretario di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni, si appella a Meloni che "commenta lo spot di una nota catena di supermercati, ma che non dice nemmeno una parola sul carrello della spesa di milioni italiani, separati e non. Per loro anche una pesca rischia di diventare un lusso. L'Italia attende risposte", aggiunge.
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