Omicron e Dad, i dubbi e la paura di non uscirne più

Omicron e Dad, i dubbi e la paura di non uscirne più

La nuova variante del Covid-19 spaventa l’audience, il 53% teme possa ridursi l’efficacia dei vaccini. Su Twitter si parla anche di didattica a distanza, senso di caos e sentiment negativo

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AGI - La variante Omicron continua a diffondersi in tutto il mondo, fino ad ora sono 352 i casi accertati in Europa. Serve tempo per raccogliere i dati e interpretarli, ma dalle prime indicazioni sembra si possa dire che questo nuovo ceppo del coronavirus sia più trasmissibile rispetto alla variante Delta, ma non sembrerebbe più virulento e letale.

Inoltre Omicron avrebbe una capacità "sostanziale" di eludere l'immunità da un precedente contagio da Covid: è quanto ha rilevato il primo studio sudafricano sui casi reali sull'effetto della nuova variante del Covid-19. La situazione è in continua evoluzione, monitorata con la massima attenzione dalle autorità sanitarie.

In Italia in queste ore sulla scuola abbiamo osservato indicazioni contrastanti: una nuova circolare del MIUR prevedeva la quarantena di tutta la classe e Dad in caso di un solo bambino positivo in classe. Dopo poche ore, però, c’è stato un ripensamento all’interno del Governo: niente quarantena, né Dad con un solo positivo in aula, le priorità rimangono la partecipazione in presenza e lo svolgimento delle lezioni nelle classi, in sicurezza. Immediatamente sui social media sono decollate le polemiche e i commenti negativi.

Indipendentemente dalla diffusione della nuova variante, in Italia i dati di monitoraggio della cabina regia dell’Istituto Superiore di Sanità sono preoccupanti: "In forte aumento nell'ultima settimana il numero di nuovi casi non associati a catene di trasmissione, i contagi di cui non si è riuscita a ricostruire l'origine sono stati 30.966 contro i 23.971 della settimana precedente".

Sul web la polarizzazione delle opinioni sulla gestione della pandemia non si è attenuata rispetto alle settimane precedenti. Il volume delle conversazioni in tutto il mondo cresce alla velocità del virus, il covid monopolizza e orienta le discussioni, ed è stabilmente trending topics sui social, in diverse declinazioni e hashtag, ormai da un anno e mezzo. Con questa nuova variante si teme di allontanare ulteriormente la fine della pandemia. 

Con gli algoritmi di intelligenza artificiale di Kpi6* abbiamo monitorato le conversazioni sul web inerenti il covid, la fiducia nelle vaccinazioni e la variante Omicron, stabilendo un asse di misurazione tra il timore della diffusione del nuovo ceppo virale in Italia, e la fiducia nella protezione dei vaccini. Il 54% del campione indagato è molto impaurito da Omicron e teme che i vaccini non siano abbastanza protettivi, mentre per il 46% i vaccini restano efficaci anche contro Omicron; entrambe le posizioni non sono suffragate da evidenze scientifiche ufficiali, si stanno raccogliendo dati per stabilire l’effettivo livello di protezione dei sieri attualmente somministrati verso il nuovo ceppo virale Omicron.

 

Anche la polemica politica su Twitter sui vaccini sembra irriducibile e le posizioni tra “pro vax” e “no vax” restano pressoché cristallizzate. Analizzando le parole e le frasi più utilizzate osserviamo prevalere la “paura per la nuova variante” da un lato, e la convinzione che la “variante non buca vaccini”, definendo un quadro di grande incertezza, con notizie frammentate e forte preoccupazione.

Stringendo il focus di analisi sulla scuola e la possibilità di tornare alla didattica a distanza, c’è stato un brusco picco delle conversazioni in concomitanza delle circolari del Governo del 30 novembre, a conferma di quanto il tema sia attualissimo e in grado di riattivare l’interesse e le conversazioni in pochissimo tempo.

L’audience percepisce la scuola pubblica nel caos, con una gestione di questa fase della pandemia, confusa e contraddittoria, sospesa tra lezioni in presenza e didattica a distanza. L’emotion analysis - l’analisi delle emozioni ricavabili all’interno delle conversazioni online - evidenzia valori di disapprovazione, rabbia e tristezza quasi al 90%.

Suddividendo le conversazioni per le fasce più direttamente coinvolte dall’ipotetico ritorno alla didattica a distanza, ossia gli studenti, i presidi e il Governo, osserviamo livelli di sentiment negativi molto alti.

C’è infatti preoccupazione per eventuali ripercussioni sulle motivazioni degli alunni nei rispettivi percorsi formativi e di conseguenza la compromissione del loro rendimento scolastico. In molti vedono nel vaccino l’unico modo efficace per non risolvere questa situazione.

Sul Governo si concentrano molte critiche e in particolare sul Ministero dell’Istruzione per le informazioni contraddittorie diffuse sulla Dad, poi smentite nel giro di poche ore.

Per i Presidi, invece, registriamo molte incertezze sui comportamenti corretti e tempestivi da adottare, e dubbi sui dipartimenti di prevenzione che devono garantire la tempistica del testing, applicando le procedure di tracciamento.

* Analisti: Gaetano Masi, Marco Mazza, Giuseppe Lo Forte, Pietro La Torre; Design: Cristina, Addonizio; Giornalista, content editor: Massimo Fellini