Il centrodestra sconfitto e deluso, non solo per la batosta di Roma

Il centrodestra sconfitto e deluso, non solo per la batosta di Roma

Perse al ballottaggio anche città simbolo, come Varese e Latina, i leader pensano ad un vertice di coalizione già in settimana per analizzare il voto e programmare i prossimi appuntamenti elettorali, a cominciare dalle amministrative di primavera

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© AGF - Tajani, Meloni, Michetti e Salvini

AGI - Il centrodestra perde le Comunali d'autunno. Nelle grandi città al voto, la coalizione formata da Lega, Fratelli d'Italia e Forza Italia riesce a ri-eleggere soltanto il sindaco di Triestre uscente, Roberto Dipiazza, vittorioso al ballottaggio, mentre perde con venti punti di distacco a Torino e Roma, dopo la sconfitta al primo turno a Milano, Napoli e Bologna. Non basta la vittoria netta alle Regionali in Calabria a placare la delusione.

Male, i ballottaggi, anche a Latina, città dell'uomo forte di Matteo Salvini, in Lazio, Claudio Durigon, e a Varese, la 'Betlemme' leghista che gli 'ex lumbard' puntavano a riconquistare stoppando la riconferma del sindaco dem uscente, Davide Galimberti, eletto nel 2016 dopo 23 di governo leghista.

Salvini parla da Catanzaro, dove vola per incontrare Antonino Spirlì e gli eletti della Lega in Regione. "Noi andavamo al ballottaggio in 65 Comuni, il centrodestra aveva otto sindaci uscenti. Dai dati che emergono nelle grandi città, Roma, Torino, Trieste, vengono riconfermati i sindaci uscenti", sostiene, anche se in realtà a Torino e Roma non si tratta affatto di rielezione di primi cittadini uscenti, Chiara Appendino e Virginia Raggi del M5s, ma della vittoria di due candidati di centrosinistra, Stefano Lo Russo e Roberto Gualtieri.

"Il centrodestra passa da 8 a 10 sindaci nelle città - continua il segretario leghista - che vanno al ballottaggio". "Certo, avremmo preferito vincere a Roma", è l'unica concessione. "Un dato su cui ragionare assolutamente è il 'non voto', perché in alcune città il 'non voto' al secondo turno ha superato il 70%. Quindi - aggiunge poi - questo vuole dire che non è un problema destra-sinistra, fascisti-comunisti, ma la campagna surreale passata negli ultimi sette giorni a inseguire fascisti che ci sono solo sui libri di storia".

Di "campagna elettorale indegna" torna a parlare anche Giorgia Meloni. La presidente di Fratelli d'Italia parla apertamente di "sconfitta", anche se non si tratta di "una debacle", puntualizza subito dopo. Meloni chiede un vertice di centrodestra già in settimana per cominciare a lavorare a un "programma chiaro" in vista delle Politiche.

La leader di FdI torna a invocare maggiore "coesione" dentro la coalizione. "Avrere tre posizioni differenti" fuori e dentro il governo, ci ha "penalizzati", afferma. Così come aver presentato "troppo tardi" i candidati civici, che potevano essere anche i migliori del mondo ma sono stati oscurati dalla "campagna d'odio della sinistra", lamenta.

Meloni chiede che si torni ai "candidati politici" e che si scelgano, come proposto da Salvini, il più presto possibile in vista delle prossime Amministrative, in programma a primavera. La numero uno di FdI chiede anche un "maggior coordinamento" nel centrodestra, dice di aver sentito Silvio Berlusconi e di essersi scambiata messaggi con Salvini. Infine, rinnova la proposta di sostenere l'elezione di Mario Draghi al Quirinale e andare alle elezioni anticipate.

Sul fronte interno leghista, Salvini tiene a far sapere che confermerà l'avvio dei congressi per l'elezione dei nuovi segretari cittadini. E che avvierà una "campagna di ascolto" con "categorie produttive e sociali, amministratori locali, famiglie e imprese".

Berlusconi, dal canto suo, si limita a fare trapelare di aver telefonato a Roberto Dipiazza per complimentarsi per la rielezione a Trieste. "Non è quadro soddisfacente per il centrodestra, anche se la scarsa affluenza alle urne ci ha penalizzato", è il commento, per Forza Italia, di Annagrazia Calabria.

"Nell'unica Regione che andava al voto si è registrato il trionfo del nostro candidato Roberto Occhiuto, e a Trieste Roberto Dipiazza ha vinto oggi le elezioni. Viene premiata la nostra linea politica, le ricette liberali, i nostri valori, l'appartenenza al Ppe, l'atlantismo forte".

"Per quanto riguarda Roma abbiamo sostenuto lealmente il candidato della coalizione, ritenendo che fosse il candidato migliore rispetto ad altri candidati. Si scontano diverse cose, la scelta tardiva del candidato e la sua scarsa notorietà ancorché competente".