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A che punto è la riforma della giustizia

A che punto è la riforma della giustizia

Dovrebbe incassare il primo via libera di uno dei due rami del Parlamento per la fine di luglio - almeno questo è l'obiettivo, legato alle scadenze dettate dal Pnrr. Venerdì in Aula venerdì la discussione generale e il governo porrà la questione di fiducia per accelerarne l'esame (ed evitare ulteriori modifiche). Il Csm boccia gli emendamenti

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© Tetra Images / Agf - Giustizia

AGI - Respinta dalla commissione Giustizia della Camera la richiesta di Forza Italia di allargare il perimetro del contenuto della delega sul processo penale, è ancora incognita sui tempi. La riforma, che dovrebbe incassare il primo via libera di uno dei due rami del Parlamento per la fine di luglio - almeno questo è l'obiettivo, legato alle scadenze dettate dal Pnrr - è attesa in Aula venerdì per la discussione generale e il governo porrà la questione di fiducia per accelerarne l'esame (ed evitare ulteriori modifiche).

Tuttavia, la commissione difficilmente potrà entrare nel vivo, con le votazioni sugli emendamenti, finché non terminerà la mediazione in atto tra governo e forze politiche, M5s in testa, su alcune modifiche da apportare al testo degli emendamenti predisposti dalla Guardasigilli che, a loro volta, vanno a modificare il testo originario a firma Bonafede.

Sia lunedì che martedì la ministra Marta Cartabia ha varcato il portone di palazzo Chigi. Mentre il leader in pectore dei pentastellati, Giuseppe Conte, ha avvertito l'esecutivo: senza modifiche sulla parte relativa alla prescrizione non è scontato il sì del Movimento alla fiducia. In attesa di capire quale sarà l'esito della mediazione in atto, e se questa soddisferà i 5 stelle, in commissione ci si interroga sui tempi e si fa sempre più insistente, viene spiegato da diverse fonti di maggioranza, l'ipotesi che l'esito della 'trattativa' sarà messo nero su bianco in un unico emendamento della commissione stessa (e non quindi del governo), che sarà poi messo ai voti assieme alle altre proposte di modifica già presentate.

Salvo accelerazioni delle ultime ore, la commissione Giustizia non dovrebbe tornare a riunirsi prima di mercoledì pomeriggio, come ha spiegato il presidente Mario Perantoni - anche a causa dei concomitanti lavori dell'Aula sul dl Cybersicurezza - auspicando che i tempi vengano rispettati, ovvero che "la mediazione arrivi entro giovedì", così da licenziare il testo del ddl penale per l'Aula venerdì.

Una volta terminato l'esame in commissione, la riforma sarà in Aula e il governo porrà la fiducia su un unico maxiemendamento, è l'ipotesi che circola a Montecitorio. Se, dunque, la mediazione dovesse vedere la luce entro giovedì, venerdì si svolgerebbe la discussione generale in Aula, con il voto di fiducia che si ipotizza per la giornata di sabato, mentre domenica si potrebbe svolgere il voto finale sul provvedimento. Ma secondo altre fonti si potrebbe slittare anche alla prima settimana di agosto, dando priorità ai decreti in scadenza e da convertire in legge.