M5s verso la resa dei conti sulla prescrizione. E sulla riforma del governo si annuncia battaglia in Parlamento

M5s verso la resa dei conti sulla prescrizione. E sulla riforma del governo si annuncia battaglia in Parlamento

Il Movimento è spaccato. Contiani e governisti? E' la domanda. Questa divisione rischia di essere una strumentalizzazione, è la risposta che arriva dalla galassia pentastellata, ma c'è chi non nega che in gioco possa esserci la diversità di visione fra chi è per il sostegno al governo Draghi e chi invece ne vorrebbe diventare opposizione 

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© Andrew Medichini / POOL / AFP 
- Il Consiglio dei ministri presieduto da Mario Draghi

AGI - E' terremoto nel Movimento 5 stelle sulla Giustizia e in particolare sul tema della prescrizione. Domani si riuniranno i gruppi parlamentari che hanno chiesto – sono stati loro apprende l’AGI - un confronto con la squadra di governo per avere chiarimenti sul sì, giunto all’unanimità in Cdm, sulle proposte di modifiche del Guardasigilli, Marta Cartabia, dopo che - scongiurato il no che avrebbe portato a una pesante spaccatura nell’esecutivo - i pentastellati si erano orientati per l’astensione sul testo.

E sarà una resa dei conti nel merito del provvedimento su chi ritiene di dover difendere i principi e il "futuro" di M5s e l’ala che viene ritenuta più governista. Fra i primi si annovererebbe un nutrito gruppo. E si preannuncia "battaglia" in Parlamento sugli emendamenti al testo.

 L'ok alla riforma penale è arrivato dopo un lungo confronto con il Movimento, che ha chiesto al Governo di inserire fra i reati che devono essere ‘cancellati’ dai processi con tempi più lunghi anche quelli commessi dai colletti bianchi, cavallo di battaglia dell’ex ministro del governo Conte, Alfonso Bonafede. Sul tavolo, per esempio, la corruzione e la concussione.

 Il testo così com’è è "inaccettabile". I termini dell'accordo raggiunto nelle lunghe riunioni a palazzo Chigi due giorni fa sarebbero stati messi a conoscenza degli eletti M5s che, vista la mediazione, avrebbero risposto con un no e al massimo con l’indicazione della necessità di non votare il provvedimento. Indicazione trasformatasi poi, però, in disco verde da parte del Cdm al completo.

 Di questo si 'chiederà conto' in qualche modo ai ministri Fabiana Dadone, Luigi Di Maio, Federico D'Incà, Stefano Patuanelli e alla Sottosegretaria Anna Macina

 Per molti il punto d’arrivo raggiunto è “un passo indietro”. L’arrabbiatura, spiegano altre fonti, "è potente e diffusa" ma siamo "spaccati".

  Contiani e governisti? E' la domanda. Questa divisione rischia di essere una strumentalizzazione, è la risposta che arriva dalla galassia pentastellata, ma c'è chi non nega che in gioco possa esserci la diversità di visione fra chi è per il sostegno al governo Draghi e chi invece ne vorrebbe diventare opposizione.

  Nel frattempo si assicura che alla Camera, e al Senato, poi, non verrà abbassata la guardia sulla possibilità di modifiche per quella che alcuni considerano la battaglia di una "vita". E sulla quale è intervenuto anche l’ex premier Giuseppe Conte per criticare il punto di caduta che è uscito dalla riunione di governo.

  Intanto mentre, non smentito, si parla di un intervento decisivo del garante Beppe Grillo per il disco verde all’accordo, fonti molto qualificate assicurano che in realtà Grillo non ha mai forzato nessuno né in un senso né nell’altro.

 Nel frattempo, si apprende ancora, non è solo la prescrizione al centro delle critiche dei pentastellati: vi sarebbero anche il principio relativo alla possibilità di richiesta di archiviazione del pm se dagli elementi delle indagini preliminari non si prevedono ragionevoli previsioni di condanna, la valutazione delle priorità dei procedimenti in base alla legge, per citare due esempi che vengono riferiti.