Il Parlamento pressa il governo: 'Zaki diventi cittadino italiano' 

Il Parlamento pressa il governo: 'Zaki diventi cittadino italiano' 

Dopo il Senato, anche la Camera chiede il conferimento della cittadinanza italiana allo studente dell'Università di Bologna detenuto in Egitto da febbraio 2020 con l'accusa di attentato alla sicurezza nazionale. La mozione passa a Montecitorio con ampia maggioranza, si astiene solo FdI

Zaki Camera Draghi Egitto 

© Alessandro Serranò/AGF - Manifestazione a Roma per la scarcerazione di Patrick Zaki

AGI - Tre mesi dopo il Senato, anche la Camera approva la mozione per chiedere il conferimento della cittadinanza italiana a Patrick Zaki, lo studente dell'Università di Bologna, detenuto in Egitto da febbraio 2020 con l'accusa di attentato alla sicurezza nazionale. La vicenda del giovane attivista per i diritti umani ha mobilitato l'opinione pubblica internazionale.
 

Ad approvare il testo a Montecitorio una maggioranza ampia ma non unanime, Fratelli d'Italia infatti si è astenuta "nella convinzione che un'ingerenza del Parlamento italiano non aiuterà la situazione". Con la deputata Wanda Ferro che ha sostenuto: "Non servono forzature politiche ma diplomazia". Mentre la Lega, pur votando a favore, ha sottolineato i suoi dubbi sul fatto che il documento possa essere "percepito come una ingerenza nella sovranità nazionale egiziana".

 Nello specifico la mozione impegna il Governo: "ad avviare tempestivamente le necessarie verifiche al fine di conferire a Patrick George Zaki la cittadinanza italiana; a continuare a monitorare, con la presenza in aula della rappresentanza diplomatica italiana al Cairo, lo svolgimento delle udienze processuali a carico di Zaki e le sue condizioni di detenzione". E poi a sostenere, "nei rapporti bilaterali con l'Egitto e in tutti i consessi europei ed internazionali, l'immediato rilascio di Patrick Zaki e di tutti i prigionieri di coscienza: difensori dei diritti umani, giornalisti, avvocati e attivisti politici finiti in carcere solo per aver esercitato in modo pacifico i loro diritti fondamentali". 

Finora l'esecutivo non si è espresso ufficialmente sulla possibilità di concedere la cittadinanza allo studente detenuto in Egitto. Dopo il voto al Senato, il premier Mario Draghi aveva spiegato che: "È un'iniziativa parlamentare, il governo non è coinvolto al momento". Mentre ieri in Aula il sottosegretario agli Esteri, Manlio di Stefano, del M5s, ha ricordato: "La nostra volontà e necessità è che la vicenda si risolva in modo positivo, l'azione di monitoraggio e di pressione diplomatica continuerà, l'obiettivo è ottenere la liberazione di Zaki". 

Subito dopo l'approvazione del testo a Montecitorio, il segretario Pd Enrico Letta ha ribadito: "Ora che il Parlamento nella sua completezza e si è pronunciato sta al Governo a fare la sua parte". Quindi Maria Elena Boschi per Italia Viva ha aggiunto: "Impegniamo il governo italiano in questa battaglia per la libertà di Patrick". Mentre Nicola Fratoianni di Sinistra Italiana ha chiosato: "Immagino che Draghi ricordando le sue parole liquidatorie di qualche settimana fa, adesso debba farsene una ragione. Rispetti il pronunciamento del Parlamento e dia attuazione alla richiesta".