Draghi accelera sul decreto Semplificazioni

Draghi accelera sul decreto Semplificazioni

Attesa una cabina di regia del governo, mentre si delinea il quadro delle nomine delle partecipate. 

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©  Armando Dadi/AGF -  Mario Draghi

AGI - Dovrebbe esserci già oggi una cabina di regia del governo sul dl Semplificazioni. Ma potrebbe anche esserci solo un pre-Consiglio: sarebbe un segnale che il premier intende accelerare sul varo del provvedimento già entro questa settimana. La sera precedente non è stato previsto alcun vertice, neanche sulle nomine in arrivo, anche se ormai - spiegano fonti parlamentari - il quadro si sta delineando. A meno di sorprese dell'ultima ora a Cdp dovrebbe approdare il vicepresidente della Bei, Dario Scannapieco mentre a Fs l'ex ad di Terna, Luigi Ferraris.

I malumori di M5s

In fibrillazione soprattutto il Movimento 5 stelle che difende l'amministratore delegato uscente di Cdp, Fabrizio Palermo. M5s è alle prese ancora con il 'caso Rousseau' che porta ad uno slittamento ulteriore dell'ingresso di Conte come capo pentastellato "ma nel frattempo - osserva un 'big' M5s - non c'è nessuno che difende le scelte che abbiamo fatto in passato".

"Palermo - lo sfogo della stessa fonte - non sarebbe neanche nella 'short list' dei cacciatori di teste che il governo ha attivato". Un altro esponente di peso del Movimento 5 stelle è, invece, rassegnato: "Draghi sta usando - osserva - lo stesso schema che ha utilizzato sul governo. Non vuole tavoli politici. Alle principali società ci pensa lui, sui componenti dei Cda lascerà spazio ai partiti". Ancora in alto mare, invece, il dossier Rai. Il presidente del Consiglio, osserva una fonte parlamentare della maggioranza, è attento soprattutto ai conti finanziari dell'azienda. Da qui il nome che circola da giorni come possibile nuovo Ad, ovvero quello del membro del direttorio di Banca Italia, Adriana Perrazzelli. Ma si tratta di indiscrezioni che al momento non trovano riscontri, anche perché c'è tempo fino a metà giugno. 

Il nodo del codice degli appalti

La maggioranza al momento è alle prese con le tensioni sul dl semplificazioni. Il governo punta a stralciare una delle norme maggiormente divisive. Non ci sarà, riferisce un 'big' della maggioranza, nessuna liberalizzazione dei subappalti, se ne parlerà nella legge delega sul Recovery. Ci sarebbe, invece, il ritorno al criterio di aggiudicazione del massimo ribasso, anche se il Pd non lo vuole. "C'è solo in Italia", spiega un 'big' dem. Il partito del Nazareno chiede di coniugare velocità e legalità.

Il premier tira dritto anche perché Bruxelles attende il testo. L'obiettivo resta quello di accelerare i lavori e di modificare il codice degli appalti, anche per venire incontro alle richieste dell'Europa. "Ci sono cambiamenti molto importanti, io mi aspetto - ha sottolineato Draghi durante la conferenza stampa al termine del Consiglio Ue - una diversità di vedute, servirà un punto di incontro senza che venga snaturato l'obiettivo principale di questo sforzo, ovvero avere un'Italia più equa, competitiva e sostenibile".

"Il testo girato era una bozza molto preliminare, nei prossimi giorni arriveremo a una versione definitiva che verrà condivisa in tutte le sedi politiche necessarie", ha spiegato Draghi che ha poi difeso anche la mediazione trovata sul blocco dei licenziamenti. "È - ha argomentato - un miglioramento considerevole sia di un superamento puro e semplice del blocco sia del suo mantenimento tout court. L'intervento che abbiamo previsto è in linea con tutti gli altri Paesi Ue ed e' garantire la Cig gratuita anche dopo il 1 luglio in cambio dell'impegno di non licenziare".