"I rapporti commerciali siano più equi", dice Draghi al premier cinese Li

"I rapporti commerciali siano più equi", dice Draghi al premier cinese Li

La telefonata tra i due leader arriva a poche settimane di distanza dalla decisione della Commissione europea di sospendere l'approvazione del super accordo di investimenti siglato con Pechino alla fine dello scorso anno  

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Mario Draghi, presidente del Consiglio

AGI - "Rafforzare e rendere più equi i rapporti economico-commerciali bilaterali" e "affrontare efficacemente" i temi su cui restano "ancora differenze di opinione". Questo il messaggio che il presidente del Consiglio Mario Draghi, ha consegnato al primo ministro cinese, Li Keqiang, durante un colloquio telefonico tra i due leader.

La telefonata arriva a poche settimane di distanza dalla decisione della Commissione europea di sospendere l'approvazione del super accordo di investimenti siglato con Pechino alla fine dello scorso anno, un patto che prevedeva un importante piano di investimenti bilaterali e che era stato considerato un passaggio chiave nelle relazioni tra Unione e il colosso asiatico.  
Al centro del colloquio tra Draghi e Li, fa sapere palazzo Chigi, la collaborazione bilaterale tra i due Paesi, "le relazioni UE-Cina e la cooperazione in ambito multilaterale, con particolare riferimento al contrasto alla pandemia, alla presidenza italiana del G20 e alla lotta al cambiamento climatico, anche alla luce della co-partnership italiana della COP26 insieme al Regno Unito e della Presidenza cinese della COP15 sulla biodiversità". 

Draghi "ha in particolare sottolineato l’esigenza di rafforzare e rendere più equi i rapporti economico-commerciali bilaterali. Nella conversazione sono stati richiamati gli strumenti di dialogo già esistenti" e Draghi "ha auspicato possano essere efficacemente affrontate tematiche sulle quali esistono ancora differenze di opinione". 

"La Cina è pronta a lavorare con l'Italia per promuovere la cooperazione nei campi del commercio, degli investimenti, dell'energia e dei cambiamenti climatici", ha detto Li Keqiang citato dall'agenzia Xinhua, sottolineando "l'importanza di espandere la cooperazione sul piano culturale e negli scambi tra persone, in vista dell'anno della Cultura e del Turismo tra Italia e Cina che si terra' l'anno prossimo, e di aumentare la cooperazione nella cornice del G20. "L'approfondimento delle relazioni e la cooperazione tra Cina e Italia", ha detto il premier cinese, "aiuterà a migliorare il benessere dei popoli dei due Paesi". 

Da parte di Pechino è arrivata la richiesta esplicita di agire al più presto per far entrare in vigore l'accordo sugli investimenti siglato a dicembre con Bruxelles e congelato ai primi di maggio: la Cina auspica che le relazioni con l'Unione Europea proseguano "nella giusta direzione" e chiede di lavorare assieme perche' entri in vigore "al piu' presto" l'accordo sugli investimenti, fa filtrare Pechino.

Cina e Unione Europea dovrebbero condurre le relazioni bilaterali "nella giusta direzione", mantenere una "mentalità aperta" nella cooperazione, e "risolvere le divergenze attraverso il dialogo e la coordinazione sulla base del rispetto reciproco", ha detto il premier cinese citato dall'agenzia Xinhua.   Sottolineando il contributo della cooperazione tra Cina e Unione Europea nella ripresa economica post-pandemia di Covid-19, il premier cinese ha ribadito che "entrambe le parti dovrebbero lavorare congiuntamente perche' entri in vigore l'accordo al più presto". 

Il negoziato per il “Comprehensive Agreement on Investment” (CAI), l'accordo bilaterale per gli investimenti che apre il mercato cinese alle imprese dei paesi membri dell’UE, garantisce agli investitori europei un accesso molto importante alle imprese europee in diversi settori del mercato della Cina, come le telecomunicazioni, la finanza e il mercato di automobili elettriche e ibride.

Ma le violazioni dei diritti umani in Cina, in particolare nei confronti della minoranza uigura nello Xinjiang, hanno causato una forte opposizione all'accordo che deve anche essere votato anche dal Parlamento europeo.