La cautela di Draghi sulla liberalizzazione dei brevetti: "Non garantisce la produzione di vaccini"

La cautela di Draghi sulla liberalizzazione dei brevetti: "Non garantisce la produzione di vaccini"

Secondo il premier "le grandi case farmaceutiche hanno avuto delle sovvenzioni governative imponenti" ed è lecito aspettarsi da loro "qualcosa in cambio". La mossa di Biden non è in chiave anti-cinese o anti-russa. "È una cosa molto buffa" dice, "non sono avversari da impensierire gli Stati Uniti"

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© Francisco Seco / POOL / AFP 
- Mario Draghi

AGI - "Ci sono milioni di persone che stanno morendo, ci sono le grandi case farmaceutiche che hanno avuto delle sovvenzioni governative imponenti, ci si aspetta qualcosa in cambio da queste case farmaceutiche". Mario Draghi, parla del tema dei brevetti dei vaccini e della proposta del presidente americano Biden. "Il fatto di liberalizzare i brevetti non garantisce la produzione di vaccini".

"È una produzione molto complessa, deve essere sicura" aggiunge il premier, " Prima di arrivare alla liberalizzazione dei vaccini bisognerebbe smuovere il blocco delle esportazioni. Il 50% della produzione dell'Unione europea è andata a Paesi che hanno un blocco della esportazione. Bisogna accelerare la produzione e questo va fatto nei confronti di abitanti di paesi in cui si muore perché questi Paesi non hanno vaccini. La proposta di Biden ha aperto una porta, poi vedremo. C'è chi protegge la sacralità del brevetto e chi è più aperto. Che questa sia una mossa tattica e diplomatica degli Stati Uniti per battere la politica internazionale del vaccino della Russia e della Cina non lo credo, è una cosa molto buffa", ha spiegato il premier. "La Cina e la Russia non sono avversari da impensierire gli Stati Uniti", ha aggiunto.

La proposta di Biden "deve essere ancora capita nella sua completezza", ha detto Draghi al termine del vertice europeo di Oporto. "La situazione  però molto più complicata di quanto si possa pensare", ha spiegato il premier pur dimostrando di apprezzare la posizione Usa. "Bisognerebbe fare cose più semplici tipo la rimozione delle limitazioni alle esportazioni dei vaccini che interessa Regno Unito e Stati Uniti", ha aggiunto Draghi.

"La seconda cosa da fare - ha osservato - è accelerare la produzione con il trasferimento tecnologico e l'individuazione di nuovi siti. Tutto questo va fatto verso Paesi che non hanno accesso ai vaccini e ai denari. Ci sono vari programmi, come Covax, ma sono insufficienti. Il merito di questa proposta è di aver aperto una porta. Che sia una mossa tattica e diplomatica degli Usa per battere la politica internazionale del vaccino che fanno Russia e Cina, io non lo credo. I numeri dati oggi sono una cosa molto buffa. Non sono avversari su questo piano tali da impensierire gli Stati Uniti".

"Le dichiarazioni di Modi sono state molto attente, l'apertura che l'India ha fatto su questo accordo di libero scambio è importantissima ma non credo che sia interpretabile come una mossa anticinese. C'è stata grande solidarietà nei confronti dell'India, l'atmosfera era molto solidale".