Crimi, su Stati generali ultima parola a Rousseau

Crimi, su Stati generali ultima parola a Rousseau

In un'intervista al 'Fatto quotidiano', il capo politico del M5s rivendica la scelta delle alleanze con il Pd alle amministrative. Ma no a intese strutturali, precisa

crimi m5s stati generali rousseau pd ballottaggi

© CHRISTIAN MINELLI / NURPHOTO - Vito Crimi

AGI - "A decidere contenuto e direzione degli Stati generali non saranno le figure apicali del M5s ma un processo partecipato dal basso in cui tutti avranno spazio". È quanto assicura Vito Crimi, in un'intervista al 'Fatto quotidiano'. Il capo politico del M5s conferma che il documento frutto del lavoro degli Stati generali in programma il 7 e l'8 novembre sarà sottoposto al voto di Rousseau e dell'assemblea degli iscritti. Rousseau sarà centrale? "È naturale: è la nostra piattaforma, è lì che votiamo", risponde.

Crimi si dice certo che non vi saranno cause tra il Movimento e Davide Casaleggio, perchè "non c'è motivo" ma rifiuta di rispondere a chi gli chiede se ha ricevuto offerte da parte del figlio del fondatore del M5s per rendere Rousseau un fornitore esterno. 

Poi parla dell'esito dei ballottaggi di domenica. "Sono fiero di aver avallato i progetti e le proposte che sono dietro quelle intese. Ho verificato tutto e ho detto anche dei no", rivendica. Era obbligatorio allearsi? "Dipende dall'obiettivo: se è per eleggere un rappresentante che dia voce ai cittadini o governare le città - risponde -. Se vuoi governare nella maggior parte dei casi non c'è alternativa alle alleanze, a patto che ci siano le condizioni". Quindi il Pd non è la 'morte nera'? "Quella battuta di Alessandro Di Battista si riferiva all'alleanza strutturale. E io francamente non vedo che senso abbia parlare di alleanze strutturali".