“In guerra un Paese deve stringersi intorno a chi decide”, dice Berlusconi 

“In guerra un Paese deve stringersi intorno a chi decide”, dice Berlusconi 

Ma come partito e centrodestra “siamo e rimarremo all’opposizione del governo Conte, verso il quale non posso che ribadire le critiche che abbiamo mosso fin dal giorno del suo insediamento”, sottolinea l'ex premier, in quarantena a Nizza

coronavirus silvio berlusconi giuseppe conte

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TIZIANA FABI / AFP - Silvio Berlusconi

“Siamo in guerra e in guerra ci si stringe intorno a chi ha la responsabilità di decidere”. In un’intervista al quotidiano la Repubblica il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi spiega che come partito e centrodestra “siamo e rimarremo all’opposizione del governo Conte, verso il quale non posso che ribadire le critiche che abbiamo mosso fin dal giorno del suo insediamento” pur tuttavia “collaborare non significa venire informati delle decisioni prese, significa lavorare insieme per costruire delle decisioni migliori” e, dunque, per questo, al posto del premier Conte – dice il leader di FI – “avrei fatto appello in modo esplicito, in Parlamento, all’opposizione e ai suoi componenti più esperti per collaborare nell’emergenza”. 

Quanto al governo che destina nuove risorse per buoni spesa e per le famiglie, Berlusconi ritiene l’intervento “assolutamente insufficiente” in quanto “molte persone soprattutto nel Mezzogiorno rischiano di trovarsi davvero alla fame e il problema non si risolve con un contributo di appena 400 milioni£ e non manca di ricordare che “stanno operando meglio i governatori di centrodestra al Sud”. Quindi Berlusconi si appella nuovamente all’Europa e al senso di solidarietà, sottolineando che “questa emergenza sanitaria ed economica riguarda tutti: o la supereremo insieme o sarà un disastro per tutti” e si augura che “le classi dirigenti se ne rendano conto”.

Infine, una riflessione sull’ex presidente della Bce, Mario Draghi, che Berlusconi ricorda di essere stato lui a volere “prima alla guida della Banca d’Italia” e poi a quella della banca europea “pur contro il parere della Germania, perché sapevo – aggiunge – che avrebbe agito responsabilmente, con rigore ma anche con flessibilità, usando tutti gli strumenti necessari per contrastare le situazioni di cris”i. E dice di essere convinto che “anche ora la sua competenza e la sua autorevolezza sarebbero molto utili per attenuare gli effetti minacciosi della recessione e far ripartire l’Italia”.