Aperto il tavolo tra Conte e l'opposizione

Aperto il tavolo tra Conte e l'opposizione

La richiesta di un faccia a faccia con il presidente del Consiglio, avanzata da Salvini, Meloni e Berlusconi, è stata accontentata. Il leader della Lega ha avuto anche una conversazione telefonica con Mattarella

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ELIANO IMPERATO / CONTROLUCE - Matteo Salvini

"Il Parlamento è il nostro luogo di lavoro, come il supermercato per le cassiere". A poche ore dall'entrata in vigore dell'ultimo provvedimento del governo, Matteo Salvini aveva ribadito così la richiesta di un maggior coinvolgimento del centrodestra nelle decisioni per affrontare l'emergenza coronavirus. Una richiesta che, alla fine, sembra sia stata presa in considerazione.

Dopo l'appello di domenica sera, quello per essere ricevuti dal capo dello Stato, il leader della Lega ha avuto con Mattarella una telefonata cordiale e cortese nella mattina di lunedì: "Ringrazio il Presidente per la disponibilità e per l'impegno a favorire un'interlocuzione tra il governo e l'opposizione per creare quel clima giusto di una vera collaborazione per il bene del paese e uscire insieme dall'emergenza. Ho informato del colloquio Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi".

Il partito di via Bellerio ha fatto sapere, poco dopo, di una seconda telefonata di Salvini, stavolta con Conte: "Dopo le nostre sollecitazioni" il presidente del Consiglio "ha invitato le opposizioni di centrodestra stasera alle 19 a Palazzo Chigi per un confronto sulla situazione. Non ci mancano idee, consigli e proposte concrete da portare sui tavoli del governo".

Le richieste dei partiti d'opposizione

Parlamento a oltranza: questa la richiesta di Lega, Forza Italia e Fratelli d'Italia. "La nostra voglia - ha assicurato a Rtl 102.5 - è quella di collaborare, di metterci a disposizione" perché "la mancanza di dialogo porta confusione". Nel pieno dell'allarme, sostiene ancora, "in un Paese normale tutti sarebbero coinvolti intorno al tavolo della cabina di regia e tutti porterebbero le loro sensibilità".

"Mancano mascherine, camici, occhiali, è evidente che serva fare qualcosa di più ma qualcuno reputa di poter fare tutto da solo, è difficile poterlo fare in un momento normale, figurarsi in un momento eccezionale", conclude accusando l'esecutivo.

Giorgia Meloni torna a puntare il dito contro il modo di comunicare del governo. "Fabbriche e uffici la domenica sono chiusi, la serrata si poteva comunicare con tutta calma ieri; e così magari si sarebbe potuto spiegarla anche meglio. E poi - si domanda - che c'entra farla dalla pagina personale di Conte su Facebook e non dai canali istituzionali".

La leader di Fratelli d'Italia durante in un colloquio con Libero contesta anche un altro aspetto dei provvedimenti presi: "A prescindere dal merito, limitazioni così gravi della libertà personale non possono essere prese senza coinvolgere il Parlamento pienamente. Qui si rischia una deriva autoritaria". Per questo, conclude, "è fondamentale ridare al Parlamento la possibilità di esercitare i poteri che gli ha dato la Costituzione".

Le posizioni di Italia viva e Pd

Anche da Italia viva giunge la richiesta di dibattere in Parlamento le misure. "Tutti litigano sulla chiusura delle fabbriche: sindacati contro industriali, governo contro regioni. Ma la vera sfida dell'Italia è chiarirsi bene su come e quando riaprire". Afferma sui social Matteo Renzi. "Nulla sarà più come prima: ci giochiamo tutto. Spero che il Parlamento possa almeno discuterne".

Il Partito democratico, con il capogruppo al Senato, Andrea Marcucci, respinge le critiche e ricorda che da domani la Camera e il Senato saranno riuniti per la conversione in legge dei provvedimenti del governo. "Comincia l'iter del decreto Cura Italia in commissione Bilancio a Palazzo Madama", sottolinea, "Salvini e Meloni dedichino il loro tempo a migliorare i provvedimenti per gli italiani, invece che a raccontare fake news. Il Parlamento fa il suo lavoro".

Le misure, spiegate da Conte

Il presidente Conte in una intervista al quotidiano La Stampa, entra nel merito della questione e afferma che le restrizioni adottate con l'ultimo Dpcm "sono quelle indicate anche dal Comitato tecnico-scientifico" e che "se tutti, e ribadisco tutti, rispettiamo i divieti, se ognuno fa la propria parte, usciremo prima da questa prova difficilissima".

Questo perché "siamo consapevoli che è in gioco anche la tenuta sociale ed economica del Paese". "Abbiamo deciso di rallentare il motore del Paese senza però bloccarlo completamente. Ci aspettano settimane molto impegnative. Per questo serve davvero la collaborazione e uno sforzo in più da parte di tutti".