Conte all'Ue, serve la logica del 'whatever it takes'

Conte all'Ue, serve la logica del 'whatever it takes'

Nel 159esimo anniversario dell'Unità d'Italia il presidente del Consiglio chiede compattezza nell'affrontare la sfida al coronavirus. Poi un messaggio all'Europa perché assicuri "protezione sociale e economica"

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Francesco Fotia / AGF - Giuseppe Conte

Il 159esimo anniversario dell'Unità d'Italia per il presidente del Consiglio è un'ulteriore occasione per chiedere compattezza nell'affrontare insieme la sfida al coronavirus. "Tutti insieme per sconfiggere il nemico invisibile", scrive Giuseppe Conte di primo mattino su Facebook. E poi in serata: "Uniti ce la faremo".

Mentre Palazzo Chigi si colora di verde, bianco e rosso: il presidente del Consiglio invita alla "responsabilità e al coraggio": "Mai come adesso l'Italia ha bisogno di essere unita". Ma il Capo del governo - alla vigilia dei lavori parlamentari sul decreto varato ieri in Consiglio dei ministri e in attesa della pubblicazione in Gazzetta ufficiale - chiede unità anche all'Unione europea.

Innanzitutto sulle risposte da dare sul piano sanitario per fronteggiare il virus. Dopo la Gran Bretagna è ora l'Olanda a puntare sull'immunità di gregge per bloccare la diffusione senza chiudere il Paese. E invece "dobbiamo assicurare ai nostri cittadini - l'avvertimento del presidente del Consiglio - le cure mediche necessarie. Non ci sono alternative".

Ma Conte punta a far sì che l'Europa assicuri pure "protezione sociale ed economica". Ecco perché le istituzioni europee devono fare la propria parte, senza pensare che qualcuno possa rimanere immune dal contagio.

Nel corso della video conferenza con gli altri leader Ue richiama le parole dell'ex presidente della Bce, Mario Draghi. "A una crisi straordinaria, senza precedenti, si risponde con mezzi altrettanto straordinari, mettendo in campo qualsiasi strumento di reazione, secondo la logica 'whatever is takes'". Insomma nessuno si illuda - il ragionamento del premier - che un Paese membro si possa 'salvare' da solo.

Nessuno potrà "rimanere indenne da questo tsunami economico-sociale". "Un ritardo nella risposta comune sarebbe letale per tutti e per questo irresponsabile", spiega il premier che poi mette sul tavolo anche alcune 'ricette' per il dopo: "Per proteggere le proprie economie" utili strumenti potrebbero essere i "coronavirus" bond o anche un fondo di garanzia europeo in modo da finanziare con urgenza tutte le iniziative dei singoli governi".

Se procederemo divisi - dice il presidente del Consiglio ai leader dell'Unione europea - la risposta sarà inefficace e questo ci renderà deboli ed esposti alle reazioni dei mercati.