"Nessuno pensi di chiudere il Parlamento", avverte Zanda

"Nessuno pensi di chiudere il Parlamento", avverte Zanda

"Una democrazia, anche in presenza di eventi di gravità eccezionale, deve sapere che esiste un confine invalicabile", dice il tesoriere del Pd

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© Aleandro Biagianti/AGF - Luigi Zanda

“Nessuno pensi di chiudere il Parlamento”. È risoluto Luigi Zanda, senatore e tesoriere del Pd. Non cxi sono giustificazioni ed emergenze che tengano. Camera dei deputati e Senato della Repubblica vanno tenuti aperti, sempre, perché – spiega il senatore dem – “una democrazia, anche in presenza di eventi di gravità eccezionale, deve sapere che esiste un confine invalicabile. Perciò il Parlamento e così pure la stampa e i grandi servizi pubblici non debbono chiudere mai”, neppure di fronte ad un’epidemia che rischia di esser globale come questa.

Secondo Zanda, il Parlamento “può rallentare i propri lavori oppure sospenderli brevemente” magari per disinfestare le aule e gli uffici, ma deve restare sempre aperto per essere “in grado di riunirsi in ogni momento”. Poi intima, in caso vi fossero tentazioni in questa direzione:” Non facciamo scherzi”. Insomma, il punto è che il Parlamento “è il luogo della democrazia, è il punto di riferimento di tutti gli organi dello Stato e da esso derivano i poteri del governo” perciò non vi possono essere eventi straordinari che ne interrompano l’attività: “Anzi – sottolinea Zanda – quanto più il Paese è a rischio, tanto più deve funzionare”. E porta l’esempio classico ed estremo: “Anche per dichiarare lo stato di guerra serve una deliberazione delle Camere. E sono sempre le Camere a conferire al governo i poteri necessari. Lo dice l’articolo 78 della Costituzione”, precisa.

Quanto alla possibilità di un governo di solidarietà nazionale, il senatore e tesoriere dem afferma di ritenere. Che la solidarietà nazionale “vada mostrata subito in Parlamento, frenando la polemica politica” e a tale proposito evidenzia positivamente che martedì in Senato le opposizioni, “anziché votare no, si sono astenute sulla conversione del primo decreto contro il virus: un atto di grande responsabilità” dichiara con soddisfazione.