Perché si è parlato di un "muro" tra Italia e Slovenia

Partono i pattugliamenti congiunti per proteggere il confine italo-sloveno. In un'intervista il governatore del Friuli Venezia Giulia, Fedriga, ha parlato anche di un "muro", passaggio poi definito "licenza poetica"

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Maria Laura Antonelli / AGF
 Fedriga

"Domani partono le pattuglie congiunte, spero siano sufficienti per controllare i confini, altrimenti penseremo ad altro. Cos'altro? Vedremo". L'attenzione del governo e di Matteo Salvini non è solo per quello che sta succedendo nel Mediterraneo ma anche al confine tra Italia e Slovenia. Il ministro dell'Interno, intervenendo domenica in un incontro a Cantù, ha ribadito come "sicuramente non possiamo lasciare che possano entrare abusivamente decine di persone nel territorio italiano. Se ci saranno altre soluzioni vedremo".

I servizi di pattugliamento misto tra la Polizia di frontiera italiana e quella slovena, annunciati qualche giorno fa, si svolgeranno lungo la comune fascia confinaria delle provincie di Trieste e Gorizia, sul versante italiano, e di Koper e Nova Gorica, su quello sloveno. Il personale della Polizia di Frontiera dei due Paesi che verrà impiegato nei servizi ha già effettuato un training operativo nel corso del quale sono state condivise, alla luce delle rispettive legislazioni, le modalità tecnico operative da adottare.

L'accordo consentirà di rafforzare attività di contrasto all'immigrazione irregolare lungo la cosiddetta "rotta balcanica" che, da qualche tempo, è tornata ad essere al centro di una ripresa dei flussi migratori che, attraverso la Bosnia Herzegovina, la Croazia e la Slovenia, permettono a molti individui di giungere in Friuli Venezia Giulia.

Pattuglie e niente di più "solido". Almeno per ora. Al ministro dell'interno non piacciono "i muri" come ha ribadito qualche giorno fa durante la trasmissione Agorà. Possibilità che il governatore del Friuli-Venezia Giulia, il leghista Massimiliano Fedriga, non esclude del tutto: "È un'ipotesi che si sta valutando con il Viminale". In un'intervista data a Il Fatto Quotidiano, Fedriga ha parlato dell'idea di erigere un muro di 243 km lungo il confine est dell'Italia in funzione barriera anti-migranti.

"Un muro o altro, adesso non so dirglielo - spiega - ma certo che se l'Europa non tutela i suoi confini noi saremo costretti a fermare l'ondata migratoria che avanza attraverso altri altri Paesi dell'Ue con tutti i mezzi. Non possiamo mettere poliziotti a ogni metro, anche se le misure di vigilanza grazie al nuovo piano del Viminale, stanno dando i loro frutti". Un passaggio che ha destato scalpore e che, in seguito, il governatore ha commentato così: "Sui 243 km di muro c'è stata molta licenza poetica da parte del giornalista, ma che ci sia allo studio la possibilità di barriere nei punti più critici lo valuteremo. In settimana ho un incontro con Salvini". 

L'idea per ora viene respinta anche dall'alleato di governo, attraverso le parole di Emilio Carelli: "Non è alzando i muri che si governano i problemi delle migrazioni. La politica deve smetterla di inseguire i titoli dei giornali e rincorrere le dichiarazioni ad effetto e cominciare a lavorare seriamente alla soluzione di questo dramma epocale con umanità e serietà. Tutto questo lo si può fare a Bruxelles creando le condizioni normative per la condivisione da parte di tutti i Paesi europei della accoglienza di quanti hanno diritto ad essere accolti ed aiutati. Consiglio di lavorare a progetti di cooperazione nei Paesi di origine di questi flussi migratori, rimuovendo ad esempio le cause che determinano la fuga di milioni di persone da posti in cui scappano da fame, guerre, carestie".



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