"Fin quando avrò fiato e energia non smetterò mai di contrastare Salvini"

Duro botta e risposta tra Saviano e il ministro dell'Interno, che annuncia querela per le frasi dello scrittore

migranti saviano salvini 
Nicola Marfisi / AGF 
 Roberto Saviano

"Delle tante querele annunciate (con questa sarebbero quante: quattro? Cinque? S'è perso il conto) ad oggi non ne è arrivata nessuna... come sempre, solo chiacchiere. Come del resto tutto il suo teatro, teatro dell'orrore. Nulla di ciò che ha promesso è possibile realizzare, tanto meno il blocco delle partenze dalla Libia".

Dura replica dello scrittore Roberto Saviano al vicepremier e ministro dell'Interno, Matteo Salvini, in un botta e risposta che continua via social. "Qual è il suo motto? Colpirne uno per educarne cento? Ma lo sa che le partenze nemmeno la prospettiva di morire le ferma? Se l'è fatta qualche domanda su come sia possibile? Forse perchè i centri di detenzione sono lager - attacca Saviano - che invece lei descrive come luoghi dignitosi per lavare la coscienza ai suoi elettori?".

"E poi mi dica, cos'è questa "carezza"? - aggiunge facendo riferimento all'ultimo tweet di Salvini nel quale aveva scritto che al "signor Saviano" che lo aveva definito "ministro della Mala Vita" rispondeva cosi': "Al massimo una carezza e una querela" - perché usa questo eloquio mellifluo, a voler pensar male direi quasi mafioso? Cos'è, signor Ministro della Mala Vita, l'equivalente di un "bacio in bocca"? Era forse per questo che avrebbe voluto mi fosse tolta la scorta? A leggere i commenti dei suoi sostenitori è evidente che avrebbero piacere a sapermi muto per sempre, ma immagino che lei non se ne sia accorto".

Quindi, conclude Saviano: "Si metta l'anima in pace, signor Ministro della Mala Vita, fin quando avrò energia in corpo, fiato in gola e lettere sotto le mie dita, non smetterò mai di contrastare le sue dichiarazioni vili e bugiarde, le sue politiche criminali che si mantengono su un continuo, perenne e spossante incitamento all'odio. Le posso assicurare, Ministro della Mala Vita, che siamo tanti, e non le consentiremo di smantellare lo Stato di Diritto: dovrà passare sui nostri corpi". 



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