Salvini si allea anche con la Croazia per i pattugliamenti

 A Trieste il vicepremier sente i ministri di Slovenia e Croazia per tenere ancora più vigile l'allerta sulla rotta balcanica che porta, via terra, agli ingressi illeciti in Italia. E non si parla più di muri

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Cosimo Martemucci / AGF
Matteo Salvini

Durante la sua visita a Trieste, Salvini ha ribadito la nuova attenzione, sulla questione ingressi illeciti in Italia, verso la Slovenia. Insieme al governatore Massimo Fedriga, su Twitter, ha sottolineato come l'obiettivo sia chiaro: "Più uomini e più mezzi per sigillare il confine con la Slovenia e fermare definitivamente l'ingresso di immigrati clandestini". Di muri, però, stavolta non si parla. 

Quella in Friuli Venezia Giulia è stata una parentesi ricca di telefonate per il Ministro dell'Interno che ha voluto chiamare i colleghi di Croazia e Slovenia. I ministri, per discutere della questione, si sono dati appuntamento a Helsinki i prossimi 17 e 18 luglio.

Con l'omologo croato Davor Bozinovi il tema centrale è la cooperazione tra i due paesi e la definizione di strategie comuni per il controllo dei confini sulla rotta balcanica. Nper questo, nei prossimi giorni, le rispettive polizie di Stato valuteranno tecnicamente la possibilità di allargare e rafforzare i pattugliamenti congiunti che l'Italia ha iniziato dal primo luglio con la polizia slovena.

Al ministro sloveno Botjan Poklukar, il vicepremier ha anticipato il rafforzamento del contingente delle Forze dell'Ordine italiane (arriveranno 40 unità in più) e ha auspicato analogo provvedimento da parte di Lubiana. In attesa del vertice finlandese si valuteranno anche i risultati dei pattugliamenti congiunti iniziati il primo luglio. Il ministro sloveno ha espresso soddisfazione per la collaborazione con l'Italia

Salvini ha confermato di volere "un maggior controllo" e si è augurato di non arrivare a decisioni drastiche come  quella che porterebbe "alla sospensione di Schengen". Riferendosi poi alla nave Alex, ultimo simbolo dell'altro fronte aperto sulla questione migranti, Salvini ha sottolineato: "È folle che quando un paese come Malta mette a disposizione il proprio porto qualcuno dicono di no. Chiaro che siamo di fronte a trafficanti di esseri umani".

All'uscita dal palazzo della Regione, il ministro dell'Interno Matteo Salvini è stato accolto da alcuni simpatizzanti, con tanto di modellino in scala di una ruspa, e da altri che lo hanno contestato. Una trentina di persone della rete 'Antifascista, Antirazzista e Antisessista' hanno inneggiato all'accoglienza e hanno urlato "buffone" e "governo di Salvini, governo di assassini". Dall'altra parte il coro "Lega, Lega" e "Matteo non mollare" con tanti selfie scattati e tante strette di mano. A dividere le due fazioni un cordone di agenti di Polizia e Carabinieri.

Ma la visita del governo a Trieste era importante anche per annunciare novità riguardo al porto cittadino e a un'altra collaborazione, stavolta con l'Ungheria: È importante la collaborazione con gli ungheresi per il porto perché Trieste è una città che cresce e il Friuli Venezia Giulia è una regione che cresce. Bisogna fare i controlli in modo che non ci siano infiltrazioni malavitose".

"Contiamo di riuscire a portare in dote a Trieste 40 uomini delle forze dell'ordine in più tra polizia di Stato, Polizia di frontiera e operazione Strade Sicure. Tra qualche settimana - ha detto ancora Salvini - vedremo se il pattugliamento è sufficiente". Poi alcuni numeri. Gli ingressi riscontrati grazie anche alla strategia di controllo congiunta, in questa settimana, sono stati tra i 20 e i 30. "Stamattina sono stati rintracciati 16 individui e stiamo facendo tutte le procedure per riammetterli in Slovenia".

Per quanto riguarda i numeri dell'accoglienza, ha concluso Salvini, in Friuli Venezia Giulia, rispetto all'anno scorso, "ci sono mille richiedenti asilo in meno. Siamo a una quota di circa 3.800 persone". Per quanto riguarda infine i cpr, invece, "il centro per il rimpatrio di Gradisca d'Isonzo (Gorizia) entro poche settimane dovrebbe chiudere tutte le procedure, il centro di Milano entro agosto dovrebbe cominciare ad accettare la prima capienza". In generale, "siamo in fase avanzata con paesi africani e asiatici per accordi di riammissione che non esistevano". 



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