La tempistica del nuovo caso migranti a Lampedusa insospettisce la Lega

La Lega parla di "sospetta la coincidenza temporale" tra gli interventi della sinistra e la votazione in Senato sul ministro Salvini. Più cauto il M5s. Le reazioni di Pd e Forza Italia 

migranti mare jonio

Alla vigilia del voto al Senato sulla richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti di Matteo Salvini sul caso della nave Diciotti, è scontro tra opposizioni e governo sul tema dei migranti, con Pd e Leu che chiedono in Aula alla Camera al presidente del Consiglio Giuseppe Conte di "alzare il telefono e dare l'ordine di far sbarcare quei profughi. Faccia qualcosa e dimostri di essere il capo del governo", tuona Dario Franceschini.

Irrompe in Parlamento il nuovo caso della nave Mare Jonio di Mediterranea Saving Humans, con 49 migranti a bordo soccorsi ieri e che ora si trova ferma davanti a Lampedusa ma alla quale è stato vietato l'attracco in porto. Questa mattina la Guardia di Finanza ha svolto un'ispezione sulla nave, e uno dei migranti salvati vicino alle coste libiche è stato fatto sbarcare per motivi di salute. Una 'coincidenzà del salvataggio di migranti da parte di una Ong con il voto di domani al Senato che la Lega non esita ad evidenziare e denunciare: "Per me è sospetta la coincidenza temporale tra gli interventi della sinistra e la votazione in Senato sul ministro Salvini. Ho la sensazione che si stiano usando quelle persone per la lotta politica", afferma il capogruppo leghista Riccardo Molinari.

Ancor più esplicito il sottosegretario Jacopo Morrone, che parla senza mezzi termini di "ricatto": "Credo che sia più che sospetta la voluta coincidenza dell'arrivo di fronte a Lampedusa della nave dei 'centri sociali' Mare Jonio, facente parte del progetto Mediterranea, con il procedimento in Senato sulla Diciotti. E penso di non essere lontano dalla verità a supporre che questa operazione rappresenti un vero e proprio ricatto politico allo Stato, organizzato sulla pelle di migranti sfruttati strumentalmente per obiettivi tutt'altro che umanitari".

Per Matteo Salvini i 49 migranti "non devono sbarcare". Nel mirino della Lega finisce uno degli ex leader no global, Luca Casarini, che si trova a bordo della Jonio. Il primo a puntare il dito è proprio il titolare del Viminale: "è una nave dei centri sociali, a nome di questa nave sta parlando Luca Casarini, andate a guardare i suoi precedenti sociali. A bordo ci sono altri esponenti di sinistra e ultrasinistra che a mio parere stanno commettendo il reato di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina", spiega il leader leghista, che garantisce: "I migranti a bordo possono essere curati, vestiti, nutriti. Gli possiamo dare ogni genere di conforto ma in Italia con il mio permesso non mettono piede".

Più 'morbida' e cauta la linea dei 5 stelle: "Il governo al è al lavoro, stiamo verificando le condizioni delle persone a bordo perché i salvataggi sono la nostra priorità, le vite umane sono la nostra priorità", assicura Luigi Di Maio, che esclude un "nuovo caso Diciotti". Ma Salvini non ha dubbi: "Questa non è stata un'operazione di salvataggio. Questo è favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. C'è un'organizzazione che gestisce, aiuta e supporta il traffico di esseri umani", scandisce. Dopo l'affondo in Aula di Pd e Leu, il premier Conte tenta di gettare acqua sul fuoco. Con la premessa che il governo sta mettendo in campo una politica migratoria che non si basa sull'emergenza, il presidente del Consiglio invita "tutti a non strumentalizzare il singolo caso, perché di fronte all'emergenza siamo tutti perdenti".

E mentre il Pd, sempre con Franceschini, chiede a Conte di dire "al suo vanitoso ministro dell'Interno che non si gioca a fare il duro sulla pelle dei disgraziati e che non si può usare la definizione di 'nave dei centri sociali' per lasciare gente in mare", e il segretario Nicola Zingaretti parla di "ennesima tragica sceneggiata contro i deboli", Salvini istituisce un tavolo permanente e convoca al Viminale esperti e Forze di Polizia per valutare la situazione, anche alla luce della direttiva emanata ieri sullo stop allo sbarco.

Direttiva criticata dal Consiglio Italiano per i Rifugiati: "è una circolare che esercita un astratto e un po' ipocrita formalismo nell'analisi delle norme", spiega il direttore Mario Marcone. Il Guardasigilli, Alfonso Bonafede, chiarisce: "Dobbiamo aspettare di avere ulteriori notizie, dobbiamo far fare alle autorità il loro lavoro. Ma posso dire che la priorità deve essere quella di salvaguardare la salute delle persone a bordo della nave, che tra l'altro in questo caso batte bandiera italiana".

Anche il centrodestra chiede al governo di assumere una posizione netta: "L'unico modo per fermare l'invasione e allo stesso tempo salvaguardare la vita dei migranti è il blocco navale", dice il capogruppo FdI alla Camera, Francesco Lollobrigida. Per Mara Carfagna di Forza Italia "le persone non possono essere usate per propaganda e sventolate come bandierine, nè dalle Ong nè dal governo italiano".



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