Mattarella: stop a fame e diseguaglianze per pace e sviluppo

(AGI) - Roma. - Fame e diseguaglianze portano guerre efratture sociali, creano squilibri che non sono piu'circoscritti entro i confini dei  

(AGI) - Roma, 6 giu. - Fame e diseguaglianze portano guerre efratture sociali, creano squilibri che non sono piu'circoscritti entro i confini dei Paesi poveri o emergenti, mainvestono anche i Paesi sviluppati. Sergio Mattarella apre ilavori della conferenza Fao, dopo una giornata impegnata a Expoa sottolineare l'importanza della lotta alla fame e allapoverta', e batte ancora sul tasto dolente dell'egoismo cheoffusca la solidarieta', in una visione mipoe che spessodiventa boomerang. Accolto dal direttore generale della Fao Jose Graziano daSilva insieme alla presidente cilena Michelle Bachelet, il Capodello Stato apre la sessione mattutina e sottolinea che "laliberta' dalla fame" non e' questione separata "rispetto alletensioni sociali e alle minacce globali: la fame e' causaconcorrente o scatenante di violenze e anche di guerre, econtrastarla e' una preziosa opera di pace. E' un delittotrasformare cibo e acqua in strumenti di conflitto. Alcontrario, sono testimonianza della indivisibilita' del destinodell'umanita'". Gia' ieri Mattarella aveva spiegato che a suo avviso lalotta alla poverta' "e' il nome nuovo della pace", oggi haesplicitato ulteriormente che "il diritto al cibo e all'acquasono iscritti dentro un piu' ampio diritto alla vita, esorreggono un'idea di 'sicurezza umana' che richiedecooperazione tra Stati, sviluppo sostenibile, riduzione delledisuguaglianze, lotta contro le poverta', impegno contro lealterazioni climatiche, contrasto delle ragioni e delleconseguenze dei disastri naturali, tutela delle biodiversita'. Sono parole che oggi significano: pace. Sono la sfida dioggi". Il Capo dello Stato ha ricordato con soddisfazione chedomani a 72 paesi verra' riconosciuto di aver raggiuntol'Obiettivo del Millennio, cioe' il dimezzamento entro il 2015di fame e poverta'. Ma non basta, ancora 800 milioni di persone- inclusi 160 milioni di bambini minori di cinque anni ?patiscono la fame. Serve dunque maggiore sviluppo, ma nellachiave della compatibilita'. "Le disuguaglianze, anche quelleinterne, non sono un prezzo necessario per la competizione e lacrescita" sottolinea Mattarella, mentre anche in Europa sidiscute di quale modello di crescita sia possibile. "Alcontrario, disuguaglianze ed esclusioni aprono fratture socialie deprimono le potenzialita' di sviluppo. Colpiscono, inparticolar modo, proprio la sostenibilita' dello sviluppo". Eppure "sconfiggere la poverta' e la malnutrizione e'possibile. Difficile ma possibile" e quindi "l'umanita' nonpuo' rinunciare a questo traguardo". "Non ci sara' mai verapace se permarranno queste disparita'". L'appello del Capo dello Stato dunque e' secco: "Le nazionidevono far prevalere la solidarieta' sull'egoismo. Il dialogo ela cooperazione possono battere il fanatismo e lasopraffazione". Anche perche' l'egoismo e' mipoe, non tiene inconto gli effetti di lungo periodo e di lungo raggio.Innanzitutto perche' "poverta', diseguaglianze e disoccupazionesono mali che riguardano ogni Paese, indipendentemente dalgrado di sviluppo. Sono piaghe che affliggono tutti". E poiperche' le conseguenze di questi problemi, come di quelli delclima, della scarsita' di risorse naturali, dell'insicurezzaalimentare ed energetica "hanno conseguenze per tutti, a tuttele latitudini". Le risposte non si limitano piu' a schemi ormaisorpassati di dialettica Nord-Sud e la responsabilita' accomunatutti perche' il rischio boomerang e' sempre dietro l'angolo.Mentre l'attenzione alla sostenibilita' porta "equita' sociale,territoriale e generazionale". Un esempio di questi mesi e' sotto gli occhi di tutti: famee guerre alimentano flussi migratori che investono l'Europa, unfenomeno che ha cause lontane ma effetti nelle nostre citta'.Dunque c'e' innanzitutto "un dovere morale di salvare viteumane" e di "accogliere coloro che gridano aiuto" ma insieme aquesto e alla lotta ai trafficanti di essere umani, l'Europa"deve saper aggiungere una strategia che rafforzi lacooperazione con i Paesi di origine e di transito in modo dafavorire la loro crescita economica e sociale". Solo cosi' siconterranno "dimensioni di un problema epocale, e con il qualedovremo convivere a lungo. Senza cooperazione tra Paesi e traContinenti ogni barriera diventera' insicura e finira' peralimentare ulteriormente odii e fanatismi". Le sfide che ognigiorno si presentano alle decisioni di Stati e governi sononuove e tutte globali: "In questo cambio d'epoca - ha conclusoMattarella - siamo chiamati a decisioni davvero storiche".(AGI)