Su Savona all'Economia è in corso un braccio di ferro molto serio

L'economista non piace a Mattarella, ma per la Lega non ci sono alternative. Un nodo su cui si è incagliata la formazione del governo

Su Savona all'Economia è in corso un braccio di ferro molto serio
Foto: Raffaele Verderese / AGF  
  Giuseppe Conte

Alta tensione su Paolo Savona al Mef e nodo 'megaministero' Sviluppo economico-Lavoro sulla strada che porta al nuovo Governo.

Un post di Matteo Salvini, che annuncia "sono davvero arrabbiato" ed ottiene il like di Luigi di Maio e altre quattromila condivisioni, mostra plasticamente che il percorso è ancora veramente in salita. Lega e M5s insistono compatti, viene spiegato da fonti di entrambe le formazioni, su Savona, che non sarebbe scelta gradita al Quirinale.

Dopo l'incontro del premier incaricato Giuseppe Conte, salito al Colle per un colloquio informale con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è girata l'ipotesi di un ministro depotenziato, ipotesi che non trova alcun riscontro e che viene decisamente smentita da fonti leghiste.

Per il viceministro al dicastero di via XX settembre, in pole viene data la M5s Laura Castelli, che era, nei giorni scorsi, considerata papabile ministro delle Infrastrutture o della Pubblica amministrazione.

La difficile giornata di Conte

Conte è salito al Quirinale dopo un vertice a tre con il segretario della Lega, Matteo Salvini e il capo politico dei 5 Stelle, Luigi Di Maio. Riempite tutte le caselle della compagine del futuro esecutivo, nulla può dirsi però ancora definito. Lo sarà soltanto quando Conte porterà ufficialmente delle proposte per avere da parte del Colle la nomina dei ministri.


Chi sale nel totoministri

  • Lavori pubblici - Stefano Candiani 
  • Esteri - Pasquale Salzano
  • Politiche comunitarie - Enzo Moavero
  • Interno - Matteo Salvini 
  • Affari regionali - Lorenzo Fontana 
  • Famiglia - Manuela Lanzarin
  • Turismo, agricoltura e Made in Italy - Gian Marco Centinaio 
  • Sviluppo e Lavoro - Luigi Di Maio 
  • Difesa - Elisabetta Trenta
  • Giustizia - Alfonso Bonafede
  • Sanità  - Giulia Grillo
  • Rapporti con il Parlamento - Riccardo Fraccaro 
  • Istruzione - Salvatore Giuliano

Quanto al Mise e al ministero del lavoro, stamattina veniva considerata certa, anche se complicata da attuare tecnicamente, la nascita di un unico dicastero che li accorpasse. Titolare Luigi Di Maio. Ma poi si è diffusa l'ipotesi che i due ministeri resterebbero divisi anche se entrambi a guida M5s.

Ancora totoministri

Ai Lavori pubblici dovrebbe andare un leghista, si fa il nome del senatore Stefano Candiani. Ci sono poi i nomi di Centinaio al Turismo, Molteni o Fontana all'agricoltura, per quanto riguarda la Lega. Il M5s Alfonso Bonafede continuerebbe ad essere indicato alla Giustizia e Giulia Grillo, capogruppo dei 5 Stelle alla Camera, alla Sanità. La leghista Simona Bordonali al ministero della famiglia e disabilità. Alla Difesa la M5s Elisabetta Trenta, non senza sollevare, secondo quanto si apprende, delle perplessità. Non si fa più il nome di Gianpiero Massolo per gli Esteri ,ma il dicastero non vedrebbe alla sua guida nemmeno l'ambasciatore Pasquale Salzano.

Lo spettro dello spread a 250 punti

Lo spread Btp-Bund che chiude a 204, dopo aver toccato i 216, è un dato che continua a preoccupare i vertici istituzionali e la Banca d'Italia. Il tetto di guardia è considerato a 250, oltre c'è il rischio di un declassamento da parte delle agenzie di rating con la possibilità che la Bce non compri più i titoli italiani. Ed è proprio la situazione economica che è stata al centro degli incontri tra Conte e il governatore di palazzo Koch Ignazio Visco.

Su Savona all'Economia è in corso un braccio di ferro molto serio
Foto: Paolo Giandotti/Ufficio Stampa / AGF  
 Giuseppe Conte e Paolo Mattarella

Per la Lega si tratta di manovre speculative che puntano a disarcionare il governo ancor prima che nasca, ma Pd e Forza Italia attaccano: l'aumento dello spread è cominciato con l'accordo tra M5s e Lega sul contratto. Pesa il 'nodo Savona'. Con il Carroccio che considera l'economista come unica opzione sul tavolo e ribadisce che non c'e' alcuna intenzione di andare a Bruxelles con il cappello in mano.

Un mediatore per uscire dall'impasse

Un avvertimento che suona come la conferma dell'intenzione di non volere alcun 'europeista ortodosso' al dicastero di via XX settembre. Fonti parlamentari riferiscono del tentativo di Conte di mediare. Con l'obiettivo di fornire garanzie al Quirinale sul fatto che non ci sarà alcun salto nel buio, che non ci sarà alcuna rottura con gli altri Paesi Ue, che non verrà tentata la strada del referendum sull'euro, che il programma non prevede una rivoluzione nei rapporti con l'Unione europea.

Un tentativo che non sembra però abbia ottenuto effetti e che ha portato il Carroccio ad irrigidire la propria posizione. La Lega fa sapere di essere pronta a chiedere "agli italiani cosa pensano" sull'atteggiamento da assumere in merito ai punti concordati con il Movimento 5 stelle.

Parlamentari del Carroccio insistono sui "precisi impegni" presi con gli italiani in merito alle tasse, all'Europa, alle pensioni, alla giustizia. Salvini sembra dunque aver indurito ancor di più la sua posizione su Savona. Di Maio oggi ha riferito ai cronisti di non essere pessimista, di non considerare la possibilità che possa saltare il tavolo. Il feeling con Salvini regge, ma M5s ha lasciato al premier incaricato il mandato per mediare. Solo che dal Carroccio non arrivano altre indicazioni sulla casella del Tesoro.



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