"Le famiglie gay non esistono. Il relativismo culturale è opera dei poteri finanziari"

Lorenzo Fontana, neo ministro alla Famiglia della Lega, ha ribadito al Corriere della Sera la sua posizione sui diritti degli omosessuali e la necessità di far nascere più bambini

"Le famiglie gay non esistono. Il relativismo culturale è opera dei poteri finanziari" 
Raffaele Verderese / AGF 
 Lorenzo Fontana

"Voglio intervenire per potenziare i consultori così di cercare di dissuadere le donne ad abortire. Sono cattolico, non lo nascondo. Ed è per questo che credo e dico anche che la famiglia sia quella naturale, dove un bambino deve avere una mamma e un papa'": così Lorenzo Fontana, neo-ministro leghista della Famiglia e della Disabilità, ha anticipato in un'intervista al Corriere della Sera alcuni impegni del governo Conte. In particolare ha spiegato di voler "lavorare per invertire la curva della crescita che nel nostro Paese sta diventando davvero un problema", ad esempio abbassando l'Iva "per tutti i prodotti che riguardano l'infanzia" e con politiche per cercare di ridurre il numero degli aborti, come il potenziamento dei consultori.

Fontana ha negato di aver detto mai nulla contro i gay, le frasi che gli attribuiscono invece: 

Non erano [frasi] contro i gay [ma] contro un modello culturale relativista. Un modello della globalizzazione fatto dai poteri finanziari che disegna un mondo dove non esistono le comunità, e quindi la famiglia che è la prima e più importante comunità della società.

La prima cosa che farà da ministro, assicura, è occuparsi di un tema per lui fondamentale: 

La natalità. Voglio lavorare per invertire la crescita che nel nostro Paese sta diventando davvero un problema. 

Mentre sull'aborto: 

Voglio intervenire per potenziare i consultori così da cercare di dissuadere le donne ad abortire. Sono cattolico, non lo nascondo. Ed è per questo che credo e dico anche che la famiglia sia quella naturale, dove un bambino deve avere una mamma e un papà.

Fontana quindi ha ribadito "un modello culturale relativista" in cui "non esistono le comunità, e quindi la famiglia che è la prima e più importante comunità della nostra società". Quanto ai figli delle coppie omosessuali, ha assicurato che "quando verranno presi provvedimenti in favore dell'infanzia, saranno estesi a tutti i bambini, indistintamente e indipendentemente dai genitori". E in chiusura dell'intervista risponde alla domanda su cosa farà per le famiglie arcobaleno: "Perché esistono le famiglie arcobaleno?"

Reazioni del mondo Lgbt

Immediata la reazione del mondo Lgbt, l'associazione Arcigay si rivolge direttamente al presidente del Consiglio “metta i suoi ministri a lavorare, perché le parole, gli slogan, sono roba vecchia. E se sono parole omofobe e razziste sono pure tristi e imbarazzanti, perché tradiscono una grande ignoranza, la stessa ignoranza di sempre”. Gabriele Piazzoni, segretario nazionale di Arcigay ricorda inoltre a Conte che “se c’era una cosa ‘moderna’ che la nostra Repubblica aveva messo in campo negli ultimi trent’anni era il ministero alle Pari Opportunità. La sua assenza nella compagine di governo, assimila questo neonato mandato a quelli del vecchio pentapartito. Il premier vuole un governo del cambiamento? Allora assegni la delega alle Pari Opportunità, investa sulle politiche dell’uguaglianza, risolva le diseguaglianze e le discriminazioni da cui il nostro Paese non è mai riuscito ad affrancarsi”.

Rilancia Sebastiano Secci, portavoce del Roma Pride, che con un post su twitter annuncia che l'associazione è pronta a scendere in piazza per "rivendicare i nostri diritti ancora con più insistenza"

 

 



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