La polemica sul libro-intervista a Salvini, pubblicato da un editore vicino a Casapound

Insorge il Pd che chiede 'basta ambiguità' al ministro dell'Interno. Ma è l'ufficio stampa del leader leghista a chiarire che il libro non è del ministro, e la scelta della casa editrice è dell'autrice 

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Alessandro Serrano' / AGF 
Il Ministro dell'Interno, al Viminale, tiene una riunione su sicurezza, terrorismo, estremismo islamico e immigrazione. Nella foto Matteo Salvini

Si intitola 'Io sono Matteo Salvini. Intervista allo specchio' il libro e su Matteo Salvini, intervistato da Chiara Giannini, già prenotabile on line sul sito della casa editrice Altaforte. Nella sezione riservata alla descrizione del libro, si legge: "Cento domande all'uomo più discusso d'Europa. Perché l'Italia non è la Polonia, l'Ungheria o la Repubblica Ceca. L'Italia è uno dei paesi fondatori della Unione Europea e il suo terzo contribuente. Cento risposte per raccontare quanto di sè stesso informa la propria azione di governo. Cento risposte a chi lo ama, a chi lo critica, a chi ripone fiducia in lui e a chi lo vorrebbe vedere 'penzolare a testa in giù'.

E poi tante testimonianze; quelle della gente della strada, di chi vive la propria vita e di chi si è trovato a difenderla, dei politici amici e di quelli nemici, degli animatori dei salotti televisivi e della carta stampata. Un confronto a distanza che, ancora una volta, traccia il solco, sempre più invalicabile, tra popolo e classe dirigente".

La prefazione è di Maurizio Belpietro e acquistarne una copia costerà 17 euro. La scelta della casa editrice, vicina a CasaPound, ha suscitato una polemica, con dure critiche da parte del Pd. Lo scorso luglio, sul profilo Facebook di CasaPound Italia, un post riportava: "Altaforte Edizioni è una nuova casa editrice che, su iniziativa della società editrice de Il Primato Nazionale, vuole essere il punto di riferimento per la diffusione di una cultura identitaria e non allineata. Seguiamo e supportiamo pagina e progetto". Inoltre, la casa editrice è diretta da Francesco Polacchi, che è il titolare del marchio Pivert, quello dell'ormai famoso giubbotto indossato dallo stesso Salvini allo stadio Olimpico durante la finale di Coppa Italia Juventus-Milan e finito, a sua volta, al centro delle polemiche.

"Grillini silenti su CasaPound editrice del collega di governo Salvini? Stava nel Contratto pure questo?". Così attacca su Twitter l'ex segretario del Partito democratico Maurizio Martina. Mentre il il senatore dem Daio Parrini scrive: "Il libro-intervista di Salvini sarà pubblicato dalla casa editrice vicina a CasaPound. Sarebbe sciocco stupirsene. La copertura morale e ideologica offerta dal capo della Lega al neofascismo italiano - aggiunge - non è un caso. Malgrado sia brutto e squallido, è un progetto politico".

Anche il deputato, e membro della Direzione dem, Roberto Morassut osservava che "Matteo Salvini ha varcato il limite" poiché "il ministro dell'Interno della Repubblica Italiana pubblica un libro autobiografico con una casa editrice legata a Casapound, organizzazione dichiaratamente neofascista". Più in generale, è tutto il Pd a chiedere "basta ambiguità" al vicepremier. 

Ma in serata è l'ufficio stampa di Matteo Salvini a placare le polemiche, dicendo che "Salvini non ha scritto alcun libro, ha semplicemente rilasciato una lunga intervista alla giornalista Chiara Giannini, e non ha firmato contratti o accordi con la casa editrice indipendente liberamente scelta dall'autrice". 



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