"In Libia ci sono 600 mila profughi nei campi illegali"

Il presidente del Copasir, Raffaele Volpi, al Giornale: "Non c’è solo un problema di immigrazione, ma di stabilità"

libia guerra profughi migranti copasir
Pierpaolo Scavuzzo/AGF
Raffaele Volpi, presidente del Copasir

I nuovi pericoli per l’Italia? “La situazione libica è indubbiamente molto complessa e non disgiunta completamente dalla questione irachena”, per le quali va riservata “un’attenzione massima” dice Raffaele Volpi, presidente del Copasir, il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, in un’intervista a Il Giornale, nella quale puntualizza che per l’Italia “non è prettamente un problema di immigrazione, è un problema di stabilità”.

Secondo Volpi, infatti, “si parla di 3 mila persone nei campi libici riconosciuti. In realtà la denuncia che viene fatta è un po’ fuori centro perché ci sono 600 mila persone nei campi illegali, quelli di chi fa la tratta degli uomini”, pertanto “il problema è un po’ più a sud”, ovvero la spinta viene dalla Nigeria per salire fino al Niger dove c’è una politica condizionata da poteri internazionali che spingono all’immigrazione verso nord”.

Quanto ai rischi di terrorismo, il presidente del Copasir assicura che “noi abbiamo un sistema di sicurezza e quindi di intelligence e di controllo di quelle aree che riguardano il terrorismo che è assolutamente efficace” e che pertanto “gli elementi di tensione storica permangono”, anche se – spiega – “in alcuni casi sono diventati assolutamente marginali e comunque controllati, come estremismo di destra o sinistra” e semmai, quel che più allarma è “l’internazionalizzazione delle forme di terrorismo”.



Se avete correzioni, suggerimenti o commenti scrivete a dir@agi.it