Jobs act: Poletti, fiducia al momento non e' prevista

(AGI) - Firenze, 22 nov. - "La fiducia sul Jobs Act al momentonon e' prevista." Lo ha detto il ministro del Lavoro, GiulianoPoletti, parlando con i giornalisti a margine di un incontroorganizzato da EuNews a Firenze. "Naturalmente - ha aggiuntoPoletti - vedremo lo sviluppo dei lavori parlamentari. E sesara' necessario il Governo e' sempre in condizioni di porla". Secondo il ministro, "Il problema di incostituzionalita'non c'e'. Abbiamo esaminato i provvedimenti attentamente - hadetto ancora Poletti - e la legge delega e' pienamentenell'alveo della costituzionalita'. Se noi avessimo avuto dubbi- ha concluso

(AGI) - Firenze, 22 nov. - "La fiducia sul Jobs Act al momentonon e' prevista." Lo ha detto il ministro del Lavoro, GiulianoPoletti, parlando con i giornalisti a margine di un incontroorganizzato da EuNews a Firenze. "Naturalmente - ha aggiuntoPoletti - vedremo lo sviluppo dei lavori parlamentari. E sesara' necessario il Governo e' sempre in condizioni di porla". Secondo il ministro, "Il problema di incostituzionalita'non c'e'. Abbiamo esaminato i provvedimenti attentamente - hadetto ancora Poletti - e la legge delega e' pienamentenell'alveo della costituzionalita'. Se noi avessimo avuto dubbi- ha concluso Poletti - non avremmo mai proposto questa normaal Parlamento". I dati diffusi oggi dalla Cgil sulla cassa integrazione"sono in continuita' con una crisi che dura da sette anni" hadetto Poletti. "Fino a quando non ci sara' un significativoandamento degli indicatori economici - ha detto ancora Poletti- gli ammortizzatori sociali fotografano la realta'". "La delega sul lavoro e' costruita sul l'equilibrio tra leesigenze di flessibilita' delle imprese e quelle di sicurezzadei lavoratori. Per questa ragione convergono su di essa le duecategorie riformiste della politica italiana, quellasocialdemocratica e quella liberalpopolare. E vi si oppongonotanto i pochi liberisti quanto gli ultimi comunisti". Lodichiara in una nota il capogruppo al Senato del NuovoCentrodestra, Maurizio Sacconi. "La riforma - aggiunge - dovra'avere il suo naturale complemento in un reale percorso dirinnovamento del sistema educativo allontanandolodall'autereferenzialita' dei docenti e avvicinandoloall'occupabilita' degli allievi. Si tratta di abbandonare ogniforma di chiusura corporativa nelle scuole, nelle universita'come nei servizi per l'impiego rimettendo al centro la personae i suoi bisogni di conoscenza affinche' ciascuno risulti utilea se' e agli altri e percio' posto in condizione di lavorare". "Quella sulla delega sul lavoro e' una forzatura che servesolo a dividere. Ormai e' chiaro a tutti. Il governo in questesettimane e' stato sordo a qualsiasi ipotesi di modificamigliorativa perche' aveva gia' scelto da che parte stare, enon dalla parte dei lavoratori". Lo afferma in una nota ilresponsabile lavoro di Sel, Giorgio Airaudo. "Mentre la crisipeggiora - continua - c'e' solo una via d'uscita, fare di tuttoper mantenere il lavoro che c'e' e crearne di nuovo. Soloripartendo dal lavoro, dalla sua centralita' si puo' davverofar ripartire il Paese. Mentre le scelte fallimentari di Renzi- Jobs Act, legge di Stabilita', i provvedimenti sulla Pa - edel suo governo non fanno altro che peggiorare la situazione.Sel e' impegnata fino all'ultimo nella radicale modifica delladelega lavoro e sara' in piazza al fianco della Cgil e dellaUil il prossimo 12 dicembre per dare al paese l'unica rispostaalla crisi: il lavoro e i diritti nel lavoro". (AGI).