Il governo ha chiuso il mini-rimpasto. Ma resta l'incognita di un secondo round

Con Fontana alle Politiche europee e Locatelli alla Famiglia il refrain di Lega e M5s è che non ci saranno altri cambi. Ma restano i posti 'vacanti', prima occupati da Rixi e Siri 

governo mini rimpasto 
Christian Minelli / NurPhoto
Giuseppe Conte e Matteo Salvini

"Non ci sarà alcun rimpasto". Nel giorno della 'mini-manovrà in cui si è chiusa la partita degli Affari europei - con la nomina del leghista Lorenzo Fontana e quella della collega di partito Alessandra Locatelli al suo posto, a Famiglia e disabilità - il refrain di M5s e Lega è che non vi saranno altri cambi nella squadra di governo.

"Oggi ci sono due nuovi ministri", ha annunciato in mattinata Conte. "Si tratta di uno spostamento con l'acquisizione di un nuovo ministro nella compagine governativa di cui completiamo l'assetto e potremo così proseguire l'attività di governo", ha aggiunto, dando quindi per "completato" l'assetto governativo.

Nessun commento da parte di Luigi Di Maio, mentre ieri Matteo Salvini aveva precisato che lui non chiede rimpasti ma solo la nomina, poi ottenuta, del ministro alla Politiche europee. Qualificate fonti governative M5s, però, sostengono che entrambi i leader di M5s e Lega desidererebbero, in realtà, apportare cambiamenti nella squadra, per renderla più efficiente.

"Noi del Movimento riteniamo il rimpasto fondamentale: lo vogliamo perché lo hanno chiesto gli italiani con il voto alle Europee che ha bocciato in parte la nostra squadra di governo", confida un 'big' M5s. Anche se tutti negano - continua -, "allergici alla parola 'rimpasto', che suona tanto da Prima Repubblica" e giocano al gioco del cerino tra partiti, in attesa che si chiariscano alcuni nodi.

In primis non è ancora chiaro come finirà la partita del commissario italiano a Bruxelles, con il voto sulla candidata alla presidenza Ursula von der Leynen che potrebbe - secondo alcune indiscrezioni - slittare addirittura fino a settembre. Partita, quest'ultima, che potrebbe coinvolgere, per la Lega, un uomo o una donna di governo, o entrambi; visto che von der Leynen potrebbe chiedere a ogni Paese due candidati, per garantire la parità di genere. Il nome che circola è quello di Giancarlo Giorgetti, mentre si vocifera su una ipotesi Giulia Bongiorno. Entrambi comunque 'pezzi da Novanta' del governo che, nell'ipotesi di un trasloco a Bruxelles, andrebbero sostituiti a Roma.

La sostituzione dei due sottosegretari dimessi

Altro tema è la sostituzione dei due sottosegretari alle Infrastrutture della Lega, posti 'vacanti', dopo le dimissioni e la revoca dell'incarico, rispettivamente, a Edoardo Rixi e Armando Siri. Per il posto di Rixi, secondo alcune fonti governative leghiste, potrebbe essere in lizza il presidente della commissione Trasporti della Camera, Alessandro Morelli.

Ma, in realtà, non è un capitolo che Salvini ha veramente ancora preso in mano. Poi c'è il tema Massimo Garavaglia, l'influente vice ministro leghista all'Economia che attende la prossima settimana la sentenza del Tribunale che dovrà giudicarlo in merito all'accusa di turbativa d'asta. Se condannato, per l'ex assessore lombardo al Bilancio potrebbe ventilarsi l'ipotesi di dimissioni come è stato per Rixi.

E in quel caso si aprirebbe un'altra casella da riempire. In questo caso, ma anche qui niente è confermato, potrebbe essere in corsa il presidente della commissione Finanze del senato, Alberto Bagnai (al quale Salvini ha preferito Fontana per gli Affari europei). Sul fronte 5 stelle, infine, Riccardo Fraccaro ha tenuto a smentire le indiscrezioni di stampa in merito a un suo interessamento a eventuale un cambio di poltrona.

"In queste calde giornate di luglio, mentre Parlamento e governo lavorano a pieno ritmo, i quotidiani preferiscono dedicarsi al gossip politico. Uno dei temi piu' gettonati è quello del rimpasto, che tanto appassiona i giornalisti", ha affermato il titolare dei rapporti con il Parlamento, che ha "smentito tutti i retroscena" che gli "attribuiscono nuovi ministeri, ultimamente quello dello Sviluppo economico". 



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