I malumori nel M5s dopo la sconfitta delle Europee

C'è un fronte dello scontento che arriva da tutte le parti e che punta il dito anche sulle scelte della comunicazione che, al netto di alcuni cambiamenti recenti durante la campagna elettorale, hanno circondato il capo politico

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Nicola Marfisi / AGF
Luigi Di Maio

C'è chi parla di uno 'shock', chi addirittura di una Waterloo e c'è anche chi non si aspettava un risultato buono ma non così tanto deludente. Dopo la sconfitta alle Europee il malumore non manca di serpeggiare fra le fila di M5s.

C'è un fronte dello scontento che arriva da tutte le parti, si apprende, e che punta il dito anche sulle scelte della comunicazione che, al netto di alcuni cambiamenti recenti durante la campagna elettorale, hanno circondato il capo politico: Luigi Di Maio, è il ragionamento, non può decidere soltanto insieme a pochi. Ed è stata 'infelice', questo il giudizio, la frase che ha pronunciato il capo politico: "nessuno ha chiesto le mie dimissioni".

Bisogna riflettere ed allargare il campo di coloro che ragionano sulle strategie del Movimento, è la linea. Senza creare, di fatto, una spaccatura fra gli eletti al secondo mandato e le new entry, fra le quali ci sono molte competenze.

Malumore, si apprende ancora, anche verso alcuni sottosegretari del governo Conte di area M5s che non avrebbero valorizzato abbastanza i territori. E non solo, c'è anche chi, con la gestione d'Aula - in cui spesso non è chiaro come orientarsi sui diversi provvedimenti, viene riferito - critica la composizione delle liste perché non hanno valorizzato abbastanza chi ha lavorato bene in Ue.

Responsabilità di M5s per il risultato alle europee? Si parla di 'responsabilità' quando si gioca tutti insieme, ma se uno gioca da solo...', è la risposta. Poi c'è chi esemplifica: 'se vado al ristorante insieme a te e tu consumi tutte le portate non puoi chiedermi di partecipare al conto, altra cosa se è ci siamo trovati a pranzare e a parlare insieme'.

Chi, fra gli eletti, si trova ancora sui territori al termine della campagna parlamentare per le europee si sarebbe infatti lamentato. Nessuna recriminazione verso Luigi Di Maio, era stato prudentemente in realtà spiegato stamattina, ma un messaggio chiaro: i parlamentari, tutti, vogliono potere essere messi nelle condizioni di partecipare all'analisi dopo il risultato del voto, alle decisioni e alla strategia futura del Movimento.

Nessuna volontà di spaccare il Movimento o di cambiare struttura - anche se Di Maio ha annunciato un'accelerazione sulla riorganizzazione - e nemmeno di incrinare il fronte del Governo, ma c'è una domanda di maggior coinvolgimento d'ora in poi. Intanto, stamattina, Beppe Grillo, cofondatore del Movimento, ha twittato: "Oggi Radio Maria e Canti Gregoriani". E non è mancato chi sarcastico ha replicato sui social: 'anche un requiem'.



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