'Effetto Raggi' sulle municipalizzate, si dimette cda Ama

Pronto a rimettere mandato anche dg Atac - Davide Casaleggio, non mi candiderò mai

'Effetto Raggi' sulle municipalizzate, si dimette cda Ama
  Monica Cirinnà - fb

Roma - Domani arriveranno le dimissioni del presidente e del cda di Ama. Pronto a rimettere il mandato sarebbe anche il dg di Atac, Marco Rettighieri, mentre in Acea e' tutto in stand-by in attesa delle decisioni dell'azionista di maggioranza, il Campidoglio, sul futuro dei vertici aziendali. L'elezione di Virginia Raggi a sindaco di Roma ha prodotto inevitabili fibrillazioni all'interno delle aziende municipalizzate: avviene a ogni cambio di amministrazione, ma certamente pesa sul clima generale l'annuncio di Raggi di voler procedere a una riorganizzazione complessiva delle utility capitoline, anche mediante un assessorato di scopo a tempo.

Il cda di Ama si riunira' domani nel primo pomeriggio: il presidente e ad Daniele Fortini e l'altro consigliere di amministrazione, Carolina Cirillo, rimetteranno quasi certamente il loro mandato. "Un atto di cortesia istituzionale", viene definito all'interno dell'azienda, niente affatto insolito quando si insedia un nuovo primo cittadino. Fortini comunque rimarra' alla guida della municipalizzata fino all'eventuale nomina di un nuovo cda, garantendo l'ordinaria gestione, e non e' escluso che possa incontrare il sindaco 5 Stelle dopo il suo insediamento.

Davide Casaleggio, non mi candiderò mai

Sul fronte Atac, il direttore generale Marco Rettighieri aveva gia' annunciato che, per correttezza istituzionale, avrebbe rimesso il mandato: il manager Expo, chiamato dal commissario straordinario del Campidoglio, Francesco Paolo Tronca, a risanare l'azienda dei trasporti, dovrebbe consegnare le dimissioni nelle mani dell'amministratore unico, Armando Brandolese: entrambi, comunque, dovrebbero attendere le decisioni del socio unico Roma Capitale, e quindi del sindaco Raggi, prima di uscire di scena. Dall'interno della municipalizzata non filtrano comunque particolari preoccupazioni e timori, e si lavora normalmente.

Raggi primo sindaco donna della capitale

Analogo sarebbe il clima in Acea, dove l'atmosfera di attesa - viene riferito - è "la solita che si respira nel momento di passaggio tra due amministrazioni, ma non c'è particolare tensione", assicurano fonti della multiutility capitolina. Tuttavia, sul futuro della presidente Catia Tomasetti e dell'ad Alberto Irace pesano certamente le parole pronunciate dal nuovo primo cittadino in campagna elettorale, sulla necessità di un cambio ai vertici della società, che le attiro' non poche polemiche: per procedere in questa direzione, comunque, andrebbe richiesta e convocata un'assemblea straordinaria dei soci per sostituire l'intero cda. Ma già nel primo pomeriggio arriva la smentita dall'azienda: "nessun passo indietro" di Tomasetti. "Tra l'altro - si legge nella nota di Acea- e' destituito di ogni fondamento anche che il presidente avrebbe convocato una riunione dello staff per 'comunicazioni urgenti', come riportato (da alcuni media, ndr.). Essendo Acea spa quotata alla Borsa di Milano - prosegue il comunicato - la presidente Tomasetti precisa che semmai fosse sua intenzione 'fare un passo indietro', e non lo e', prima di procedere a ogni tipo di comunicazione ad altri soggetti, ne discuterebbe con gli azionisti della società, in primis con l'azionista di maggioranza (il Comune di Roma)".  (AGI)